martedì 21 febbraio 2012

Renato Dulbecco e la clonazione umana

Correva l'anno 2002 e si era in piena gran cassa mediatica a favore della clonazione perchè una società, la Clonaid, braccio scientifico della setta religiosa dei Raeliani, annunciò a tutto il mondo di essere riuscita a portare a compimento un esperimento di clonazione.
Dulbecco fu intervistato da La Repubblica e senza adagiarsi al mainstream corrente risposte in modo scientificamente corretto ed onesto che ne rimasi alquanto sorpreso.
Soprattutto riporto queste due risposte:
Ipotizziamo che la bambina sia stata effettivamente clonata. Ci sono dei pericoli per la sua salute?

"Sì, certo. La clonazione è un intervento molto delicato e incerto. Negli esperimenti sugli animali abbiamo visto che un gran numero di embrioni clonati muore durante la gestazione. Anche quando riescono a nascere, questi individui presentano sempre dei problemi. Possono essere obesi, soffrire per un cattivo funzionamento dei reni o anche di altri organi. Che io sappia non esiste un solo animale clonato che sia cresciuto in maniera perfettamente normale".

Come mai?

"Questo accade perché chiediamo ai geni di una cellula adulta di tornare alle origini. Di dar vita a un nuovo individuo ripartendo da zero, dall'embrione. Ma noi sappiamo bene che durante lo sviluppo di un individuo le funzioni del suo dna si evolvono. Non tutti i geni sono attivi nello stesso modo durante le diverse fasi della vita. In particolare i geni di una qualunque cellula adulta non si trovano nella stessa condizione dei geni di uno spermatozoo o di una cellula uovo. Anche questi ultimi due vengono prodotti da individui adulti. Hanno quindi dovuto compiere il sentiero a ritroso, imparando a ripartire da zero per dar vita a un nuovo individuo. Questo "ritorno alle origini" è per noi medici un processo ancora ricco di misteri. Sappiamo che avviene anche durante la clonazione. Ma non sappiamo esattamente come. Ci siamo accorti solo che negli spermatozoi e nelle cellule uovo il riazzeramento richiede settimane o mesi di tempo. Nell'uovo clonato invece è rapidissimo. Impiega un giorno circa a compiersi, e non avviene mai in maniera perfetta. Alcuni geni si riazzerano con maggiore facilità rispetto ad altri e il processo è disomogeneo. Questo porta il dna dell'individuo clonato a comportarsi in maniera anomala e difficilmente prevedibile".


Come a dire: cara Scienza, non tutto quello che è possibile fare va perseguito. C'è una barriera oltre la quale il non conosciuto forse rimarrà sempre tale e lì è forse meglio soffermarsi ancora un po', o per sempre.
Oggi Dulbecco muore, all'età di 98 anni: non cloniamolo, ricordiamolo!