sabato 31 dicembre 2011

Il capolavoro sei tu, donna: il nostro calendario

Ispirato alle parole di Giovanni Paolo II, «Prendete la vostra vita e fatene un capolavoro», il calendario 2012 intitolato 'Il capolavoro sei tu' vede ritratte 275 donne - tra importanti nomi del mondo politico, della cultura, delle istituzioni, dello spettacolo e straordinarie donne comuni - avvolte non in vestiti ma in splendidi tessuti, che cambiano forma su ogni corpo esaltandone l’unicità.

venerdì 30 dicembre 2011

"Accogliamo la vita" oggi su Radio Mater

Oggi dalle 11 alle 12 su Radio Mater il nostro Presidente Giorgio Gibertini chiude l'anno del programma "Accogliamo la vita". Ospite giuliano Guzzo, sociologo, responsabile del movimento per la vita giovani di trento,
collaboratore del mensile "Radici Cristiane" e del sito "www.libertàepersona.org".
Parleremo di bimbi abortiti come martiri innocenti, seppellimento dei feti abortiti e come aiutare una madre a scegliere per la vita.
Seguici in radio o sul sito di Radio Mater.

giovedì 29 dicembre 2011

Chi è più martire innocente di un bambino abortito?

Da oltre venti anni sono volontario pro life italiano e da tre mi occupo del Centro di Aiuto alla vita di Roma. Ogni anno vi è una Festa per la vita che coincide con la prima domenica di Febbraio, si chiama Giornata per la vita ed il prossimo 5 dicembre giungerà alla sua 34 esima edizione. E' una giornata organizzata dalla Cei, quindi dalla Conferenza Episcopale Italiana, quindi ha prettamente carattere cattolico: fuori da

mercoledì 28 dicembre 2011

Parrocchia "adotta" il bambino, coppia rinuncia all'aborto


Una famiglia già numerosa, un solo lavoro, una gravidanza inaspettata in un periodo di crisi. Ma l'aborto, già deciso con tanto di appuntamento fissato in clinica, è stato fermato dopo l'intervento di don Maurizio De Sanctis, il sacerdote al quale la coppia aveva deciso di comunicare la loro decisione. È successo a Livorno, nel quartiere 'rossò della Rosa, dove sarà la parrocchia ad 'adottarè il nascituro.

domenica 25 dicembre 2011

AUGURI "SCOMODI" PER IL NUOVO ANNO



       
             Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi "Buon Natale" senza 
darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto, infatti, l'idea di dover 
rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga 
addirittura l'ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.
        Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli! Gesù che nasce per amore vi dia la 
nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una 
vita ricca di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.

giovedì 22 dicembre 2011

Costretta ad abortire



Facendo seguito alla vicenda della sedicenne di Trento costretta ad abortire dai suoi genitori che, allo scopo, si erano anche rivolti al giudice, ospitiamo l'intervento-appello del vice presidente nazionale del Movimento per la Vita.
"Amarissima la vicenda accaduta nel mio Trentino, dove una minorenne incinta, decisamente intenzionata ad accogliere suo figlio, alla fine ha abortito. Amarissima non solo per il sacrificio di un essere umano – e già questo basterebbe - non solo, per la probabile sofferta pressione psicologica subita dalla gestante (altroché libertà di non abortire); ma anche per il risvolto culturale che l’episodio rivela ed al contempo ne è frutto. Nessun giudizio sulle persone, naturalmente. Ma su una cultura e sui fatti che genera, esso è addirittura doveroso. A partire da quelli che hanno determinato l’epilogo drammatico dell’amara vicenda: la morte di un figlio e l’assoluta privazione per la madre della libertà di non abortire.

martedì 20 dicembre 2011

Lettera aperta a...





Ai parroci di Roma


         “Giovani aperti alla vita” è il tema della 34esima Giornata per la vita che si svolgerà a Roma, ed in tutta Italia, la prossima Domencia 5 febbraio 2012.
Da 12 anni il nostro Centro di Aiuto alla vita aiuta mamme in difficoltà, per una gravidanza indesiderata o difficile, a scegliere per la vita.
Come le aiutiamo?
Con l’ascolto, con un abbraccio, con una parola di verità, ed a volte con piccoli aiuti economici mensili che consegnamo personalmente continuando a seguire la mamma fino al parto, ed anche oltre.
In tutti questi anni la vita ci ha mandato una madre da aiutare e la Provvidenza, subito dopo, l’aiuto giusto per quella madre: di questo ringraziamo Maria Madre della Vita.
L’aiuto spesso ci viene dalle Parrocchie che ospitano un nostro banchetto proprio durante la giornata per la vita, oppure raccolgono offerte destinate alle nostre mamme.
Se vuole darci una mano vi  preghiamo di contattare il Presidente Dott. Giorgio Gibertini  al cell. 3473466500 o il Vice Presidente  D.ssa Miranda Lucchini  cell 3939685959
           Cordialmente
Roma 17 ottobre  2011
                                                                      
                                                                       IL PRESIDENTE
                                                                 (Gibertini dott. Giorgio)
                                                         

sabato 17 dicembre 2011

Lunedì 19 Direttivo e cena di Natale coi volontari

Natale festa dell'accoglienza, quindi Natale festa dei volontari del Centro di Aiuto alla vita, anche quello di Roma. Lunedì 19 chiuderemo l'anno 2011 con il Direttivo e poi ceneremo assieme tutti quanti non per dirci Grazie (siamo genuinamente e spontaneamente volontari) ma per brindare assieme al Gesù Bambino che viene e che ritroviamo ogni volta che aiutiamo una madre a scegliere per la vita.
Santo Natale a tutti!

lunedì 12 dicembre 2011

Scultura del bambino non nato

Il 28 ottobre 2011, nella località Nova Ves Bardejovske, in Slovacchia, è stato inaugurato il monumento del bambino non nato di un giovane scultore di questo paese: Martin Hudáčeka. L’artista è di Banska Bystrica, al centro della Slovacchia. Alla cerimonia di inaugurazione ha partecipato il ministro della Salute slovacco, MD. Ivan Uhliarik.

Il monumento non solo esprime il rammarico e il pentimento delle madri che hanno abortito, ma anche il perdono e l’amore del bambino non nato verso sua madre. L’idea di realizzare un monumento ai bambini non nati è stata di un gruppo di giovani donne (Movimento di Preghiera delle Mamme), madri che sono consapevoli del valore di ogni vita umana e dei danni che si infliggono, non solo nella perdita irreparabile dei bimbi non nati, ma per il declino permanente della salute mentale (e a volte fisica) di ogni donna che decide, spinta da diverse situazioni, ad abortire suo figlio.

venerdì 9 dicembre 2011

Il Natale lo penso così



* Un Dio che viene a cercare gli uomini

* Un Dio che decide di fare l'esperienza dell'uomo


….. si fa carne ……

Viene abitare tra noi.


Questa concretezza di Dio!

E' la concretezza del cristianesimo.

Natale è questo Dio che viene incontro:

Natale è questo uomo

Che va a cercare Dio.

Don Leo

domenica 4 dicembre 2011

Un sorprendente Marco Travaglio sulla...morte!

Il medico salva, non uccide – di Marco Travaglio
Io non voglio parlare di Lucio Magri, che non ho conosciuto e non mi sognerei mai di giudicare: non so come mi comporterei se cadessi nella cupa depressione in cui l’avevano precipitato la vecchiaia, il fallimento politico e la morte della moglie. So soltanto che non organizzerei una festicciola fra i miei amici a casa mia, con tanto di domestica sudamericana che prepara il rinfresco per addolcire l’attesa della telefonata dalla clinica svizzera che annuncia la mia dipartita. Una scena

sabato 3 dicembre 2011

Oggi il nostro Presidente incontra il Cardinale Vallini

Questo pomeriggio alle ore 17 il nostro Presidente Giorgio Gibertini avrà la opportunità di incontrare il Cardinale Agostino Vallini vicario della Diocesi di Roma.
Al Cardinale presenteremo i bambini nati in questi anni grazie all'aiuto del Cav, oltre 400, e le loro mamme assistite nel corso dei 12 anni di nostra vita.
Inoltre presenteremo alcune difficoltà di collaborazione con Parrocchie di Roma e con altre realtà pro life.

venerdì 2 dicembre 2011

Siri, l’assistente vocale dell’iPhone che è contro l’aborto

Siri, assistente vocale del nuovo iPhone 4S, è contro l'aborto: non permette di trovare cliniche che praticano l'interruzione di gravidanza e alla domanda 'Perché sei contro l'aborto' risponde 'Semplicemente lo sono'.
Siri, l’assistente vocale del nuovo iPhone 4S risponde a ogni nostra domanda, anche quelle un po’ più ‘sensibili’, per così dire. L’intelligenza artificiale dà risposte anche a quesiti delicati e che si allontanano

Un altro Centro di aiuto alla vita a Roma: che bello!

Apprendiamo da Avvenire e gioiamo assieme!
Nuovo Centro di aiuto alla vita a Roma. Sarà inaugurato domenica 11 alle ore 18.00 presso la parrocchia di Santa Giovanna Antida Thouret in via Ferruzzi 110. È denominato 'Cav Roma Ardeatino'. Sabato 3 alle ore 16.30 presso la basilica di piazza S. Anastasia 1 sarà invece festeggiato il primo compleanno del 'Cav Roma Palatino'. Alle ore 19.00, dopo la Messa celebrata da don Alberto Pacini, rettore della Basilica, saranno presentati le attività del Cav e i programmi futuri. Per info telefonare al n. 3475533452 o scrivere a: cavpalatino@libero.it .
Buon volontariato a tutti!
Giorgio Gibertini

lunedì 28 novembre 2011

Medaglia miracolosa al collo dei volontari del Cav di Roma

"Tutte le persone che porteranno questa Medaglia riceveranno grandi grazie, specialmente portandola al collo"
"Le grazie saranno più abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia”.
Queste sono state le straordinarie parole pronunciate dalla Madonna in occasione delle sue manifestazioni a Santa Caterina Labouré, nel 1830.

Santa Caterina Labourè ora protegge il nostro Cav

Santa Caterina e la Medaglia Miracolosa
Ma dove e come ha avuto origine la Medaglia miracolosa? Essa risale al 1830. La sua origine è veramente meravigliosa. Si può dire che questa medaglietta è "miracolosa " già nel suo nascere.
Siamo a Parigi. Ci troviamo nella Casa Madre delle Suore di San Vincenzo de' Paoli e Santa Luisa de Marillac, le Figlie della Carità. Nella Casa Madre c'è il Noviziato. Tra le novizie c'è un'umile suora che si chiama Suor Caterina Labouré, oggi Santa. A quest'umile novizia, nascosta e sconosciuta, avverranno alcuni dei fatti più straordinari che possono capitare a una creatura sulla terra: le apparizioni della Vergine Immacolata. Perché a Suor Caterina? ... Perché proprio a lei? ...

Stasera, mercoledì 30 novembre, Festa della Vita

Appuntamento per stasera ore 18 presso TEATRO Parrocchia Spirito Santo alla Ferratella, Via Rocco Scotellaro 11, in occasione del 30° di Fondazione della Parrocchia il Centro di aiuto alla vita Eur S. Eugenio presenta

FESTA DELLA VITA
per mamme, papà e bambini
con musiche, giochi e regali per i bimbi


Violino: Agnese BALESTRACCI
Pianoforte : Greta GUASCONI
Tel 0650514441 - www.cavroma.org - cavromaeur@libero.it

venerdì 25 novembre 2011

Mercoledi 30 novembre festa della vita


 MERCOLEDI 30 NOVEMBRE 2011 
Ore 18
presso
TEATRO
Parrocchia Spirito Santo alla Ferratella
Via Rocco Scotellaro 11
in occasione del 30° di Fondazione della Parrocchia
il Centro di aiuto alla vita Eur S. Eugenio presenta


FESTA DELLA VITA
per mamme, papà e bambini
con musiche, giochi e regali per i bimbi

Violino: Agnese BALESTRACCI
Pianoforte : Greta GUASCONI



Tel 0650514441 - www.cavroma.org - cavromaeur@libero.it

Ad Eluana per il suo terzo non compleanno

Angelo mio.
Non ti volevano in tanti.
Chissà perchè.
Ti pensavano piena di tubi, incapace addirittura di respirare da sola.
Invece tu reagisti con tutta la tua potenza e forza per dire no:
“ IO VOGLIO VIVERE ! ”.
Che ne sanno dei tuoi pensieri in quei momenti ? E se tu, quando eri in quel tunnel, dal buio, hai visto la Vera Luce ? E se hai incontrato già allora i tuoi cari nonni in Paradiso ?

lunedì 21 novembre 2011

Domenica 27 ritiro spirituale per i volontari e mercoledi 30 festa di Natale con le mamme

Due grandi appuntamenti per noi ci attendono nei prossimi giorni. Dico "per noi" non per essere egoisti ma, soprattutto in riferimento al primo momento, perché anche noi abbiamo bisogno di ricaricare le pile, attingendo dove? Beh, lo diciamo con umiltà, a Lei, a Maria Madre della Vita.
Lo so, ecco che ci casca anche Giorgio e parla di religione mentre difendere la vita non è una questione religiosa, non dovrebbe interessare solo i cattolici, non tutti la pensano come noi e bla e bla e bla bla bla.

venerdì 18 novembre 2011

Linee guida per la Legge 40, di Eugenia Roccella


Per Eugenia Roccella non è casuale «il polverone pretestuoso» sollevato sulle linee guida per la legge 40. «C'è un settore politico ideologico di cui i radicali sono l'espressione più manifesta che vuole ad ogni costo aprire un fronte contro la legge sulla procreazione medicalmente assistita - argomenta il sottosegretario -. Si cerca di neutralizzare il colpo costituito dalla recente sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che ha riconosciuto legittimo il divieto austriaco contro la fecondazione eterologa in vitro. Quella decisione di Strasburgo ha rovesciato un primo pronunciamento di senso opposto, che era stato utilizzato per arrivare ad affermare che la nostra legge, seppure diversa (l'eterologa è sempre vietata), fosse incostituzionale. Ma ora questo argomento non regge più». 

martedì 8 novembre 2011

Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 34a Giornata Nazionale per la vita

Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 34a Giornata Nazionale per la vita
(5 febbraio 2012)  “Giovani aperti alla vita”

La vera giovinezza risiede e fiorisce in chi non si chiude alla vita. Essa è testimoniata da chi non rifiuta il suo dono – a volte misterioso e delicato – e da chi si dispone a esserne servitore e non padrone in se stesso e negli altri. Del resto, nel Vangelo, Cristo stesso si presenta come “servo” (cfr Lc 22,27), secondo la profezia dell’Antico Testamento. Chi vuol farsi padrone della vita, invecchia il mondo.

mercoledì 26 ottobre 2011

Al mercato cinese dei bambini un uomo nasce, l’umanità muore


​Sembra una storia oltre i confini del credibile. Ma lo Shangai Daily è un rispettabile quotidiano che racconta la Cina in lingua inglese. E l’altro ieri riportava la notizia di un nuovo business fiorente laggiù, complice probabilmente la favolosa crescita dell’economia cinese. Dunque, si sa che in Cina ci sono limiti di legge al numero dei figli, e che la figlia femmina è tradizionalmente considerata un peso, così che si pratica l’aborto selettivo. Ma ciò di cui riferisce lo Shangai Daily è un passo oltre.
Chi vuole a ogni costo un erede maschio, e ha tanti soldi, può averlo, promettono on line diverse agenzie di maternità surrogata. Dunque, il donatore fornisce il suo seme, e paga: un milione di yuan, circa 100 mila euro. In cambio, con quel seme vengono fecondate contemporaneamente cinque o anche sette donne.

martedì 25 ottobre 2011

Aborto, l'impunità è un errore

di Mario Palmaro
Con l’aborto si uccidono esseri umani innocenti. Per sentirsi dire parole così dure e così schiette alle 8 e trenta della sera, sulla rete più importante del servizio pubblico, c’è voluto il coraggio un po’ incosciente, la sfrontatezza diremmo, di Giuliano Ferrara. A lui va una menzione d’onore per questa autodeflagrazione mediatica, questa vera e propria esplosione che ha investito l’etere l’altra sera, durante il consueto breve spazio di Radio Londra su Rai 1.
Prendendo spunto dalla sentenza della Corte di Giustizia europea contro i brevetti ottenuti da esperimenti su embrioni, il direttore del Foglio ha lanciato un’invettiva lucida e spietata contro l’aborto: se i giudici della corte dicono che l’embrione è fin dagli albori un essere umano – questo il ragionamento di Ferrara – allora significa che con l’aborto noi continuiamo per legge a uccidere – ma il direttore del Foglioha detto “ammazzare” – delle persone innocenti.

venerdì 21 ottobre 2011

Basta con l'aborto


E adesso che facciamo? La massima corte di giustizia europea ha stabilito che l’embrione umano, perfino prima di essere compiutamente un embrione fecondato, non può essere manipolato e brevettato da ricercatori e scienziati.

«L'embrione è un essere umano, ora deve capirlo la politica»

Carlo Bellieni, docente di neonatologia all’Università di Siena, spiega a Tempi.it l'importanza della sentenza della Corte di giustizia europea che riconosce gli embrioni come esseri umani: «La sentenza dice una cosa che sanno tutti i bambini: la vita umana comincia con l’atto procreativo»
Su espresso ricorso degli ecologisti diGreenpeace, la Corte di Giustizia europea ha emesso la sentenza in cui dichiara che "l’embrione è qualunque ovulo umano fin dalla fecondazione e perciò si esclude ogni brevettabilità o commercializzazione".

giovedì 20 ottobre 2011

Qui Radio Londra: " L' aborto brucia la coscienza dell' Europa "


«Riprogrammare le cellule decisivo anche per l’industria»


Alla fine la tanto attesa risposta della Cor­te di giustizia europea in merito alla bre­vettabilità delle cellule embrionali u­mane è arrivata: non è brevettabile un procedi­mento che, ricorrendo al prelievo di cellule sta­minali ricavate da un embrione umano allo sta­dio di blastocisti, comporta la distruzione del­l’embrione stesso. È l’ultimo passaggio della con­troversia legale iniziata quando Greenpeace nel 1999 denunciò l’ottenimento di un brevetto da parte del neuropatologo tedesco Oliver Brüstle per produrre cellule neurali da staminali em­brionali umane di una linea stabilizzata e com­mercialmente disponibile.

Una «pietra miliare» nella protezione dell’uomo




La Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea) ha naturalmente accolto con compiacimento e sollievo la sentenza emessa dai giudici di Lussemburgo, e non esita a parla di una «pietra miliare nella protezione della vita umana nella legislazione comunitaria, che avrà molto probabilmente un impatto positivo in concreti campi, come il finanziamento della ricerca nell’Ue».

La Ue: stop ai brevetti sugli embrioni



http://www.avvenire.it/Mondo/PublishingImages/ImmaginiArticolo/embrioni%2090x90.jpg
Non è brevettabile un procedimento che, ricorrendo al prelievo di cellule staminali ricavate da un embrione umano nello stadio di blastocisti, comporta la distruzione dell'embrione. L’utilizzazione per finalità terapeutiche o diagnostiche che si applichi all’embrione umano e sia utile a quest’ultimo può essere oggetto di brevetto, ma la sua utilizzazione a fini di ricerca scientifica non è brevettabile. È questo in sintesi il parere espresso questa mattina nella sentenza sul caso C-34/10 dalla Corte di giustizia dell’Unione europea. La Corte di Lussemburgo era chiamata ad esprimersi in merito alla domanda di pronuncia pregiudiziale presentata dalla Corte federale tedesca di Cassazione (Bundesgerichtshof) cui si era appellato il ricercatore tedesco Oliver Brüstle dopo la dichiarazione di nullità di un suo brevetto, relativo alla produzione di cellule progenitrici ricavate da cellule staminali embrionali umane, da parte del Tribunale federale tedesco competente (Bundespatentgericht), sulla base di un ricorso presentato dall’associazione Greenpeace. Lo scorso 10 marzo l’avvocato generale della Corte, Yves Bot, al termine della sua istruttoria aveva confermato la nullità del brevetto ribadendo la “non brevettabilità” delle cellule staminali embrionali.

mercoledì 19 ottobre 2011

L'uomo (embrione) non si può brevettare: quindi neanche abortire!

la mia prima foto
Molti esultano oggi per il doppio successo ottenuto dalla "vita" (non da noi poveri cavalieri per la vita) e proveniente dalla Corte di Giustizia Europea che in poche parole dice queste due cose:
1. Non è brevettabile un procedimento che, ricorrendo al prelievo di cellule staminali ricavate da un embrione umano nello stadio di blastocisti, comporta la distruzione dell'embrione. L’utilizzazione per finalità terapeutiche o diagnostiche che si applichi all’embrione umano e sia utile a quest’ultimo può essere oggetto di brevetto, ma la sua utilizzazione a fini di ricerca scientifica non è brevettabile.
2. Inoltre la sentenza si spinge oltre evidenziando il fatto che «non possa

mercoledì 12 ottobre 2011

La ragazza madre che ha dato la vita a Steve Jobs

Come a dire: Mio Dio, vengo su e
ci sentiamo un po' di musica assieme?
In questi giorni tantissimi hanno "celebrato", in forma laica, la morte di Steve Jobs, fondatore, ideatore, "guru" della Apple, quella società che ha cambiato a tutto il mondo il modo di comunicare, di sentire la musica, di scrivere e di navigare in internet.
Un genio dell'informatica ma non solo.
Tutti conosciamo a memoria almeno una sua frase famosa tesa sempre alla ricerca ed al perfezionamento della bellezza.
Tutti abbiamo sentito almeno una volta il suo epico discorso ai neo laureati di Stanford: chi non l'ha fatta legga pure qu
Pochi hanno ricordato che Jobs era figlio di una ragazza madre che l'ha si abbandonato ma cercando per lui il meglio.
Pochi hanno ricordato che Jobs è stato adottato da due genitori che volevano una femmina ma hanno dato a lui tutto quello che potevano dargli, soprattutto una famiglia.
Pochi hanno ricordato che:
"Come sarebbe diverso il mondo senza Steve Jobs! Eppure, se fosse stato concepito solo 20 anni più tardi, sulla scia di Roe vs Wade (il caso che nel 1973 spalancò le porte all’aborto legale negli Stati Uniti, NDT), nel clima dominato da un’altra impresa-icona americana – Planned Parenthood – impegnata in un fiorente commercio di aborti, ce lo saremmo potuti anche perdere.

sabato 8 ottobre 2011

Urgente:famiglia romena con 6 figli da aiutare, ecco quello che ci serve

Loro hanno sei figli. Due seguiti dal nostro Cav di Roma, sono di origine romena. Recentemente, grazie a Dio, entrambe i genitori hanno trovato lavoro in Romania e devono con urgenza organizzare il trasloco di tutto quello che hanno qui a Roma per tornare al loro paese (entro il 14 ottobre!)
Ci serve un aiuto soprattutto se hai a disposizione qualche mezzo di trasporto, dai camioncini ai camion: non chiedono altro, ma solo un "passaggio".
Puoi aiutarci?
Se si contattaci al 0650514441 oppure cavromaeur@libero.it

martedì 27 settembre 2011

Una lettera e una questione


Caro direttore,nel commento in prima pagina di Dario Di Vico, mercoledì, si parla del «fenomeno delle madri single che flagella tutti i Paesi del Nord Europa» e «altre gravi distorsioni» in cui rischio di finire anch'io, madre single di ritorno che dall'ex marito il mese scorso ha ricevuto solo un decimo di quanto stabilito dal tribunale per il mantenimento dei figli. A proposito di «trasferimento di risorse dai padri ai figli»...

Le parole feriscono. Né io né le mie amiche mamme single sapevamo di essere moderne Attila importate dai Paesi scandinavi. Ci consideriamo, più semplicemente, madri che provano a crescere al meglio i propri figli, amandoli. Senza pesare sulla società. Anzi, «mettendo sul mercato» di questa vecchia Italia giovani menti che speriamo il Paese saprà sfruttare al meglio, senza costringerli a cercar fortuna altrove. Ci vuole fiducia nel futuro e un cambio di prospettiva. Le famiglie, monoreddito o plurireddito, sopravvivono con grande fatica, in realtà. E non si parla abbastanza dei padri che sfuggono le proprie responsabilità. Parlo di figli ma anche di casa, famiglia, lavoro, scelte e, soprattutto, condivisione reale del potere.

mercoledì 21 settembre 2011

Calendario 2012: cara mamma, vuoi posare per la vita?

Uno scatto del calendario 2011
Carissima amica,
qualche mese fa ci è venuta a trovare in sede a Roma Nadia Accetti della Fondazione Donna Donna Onlus ed abbiamo scoperto di avere molti punti in comune e da ciò è nata l’idea di fare una iniziativa assieme, o meglio di partecipare noi, coi nostri volti, con le nostre mamme, con le nostre “pance”, al tradizionale calendario di Donna Donna Onlus.

venerdì 16 settembre 2011

L’aborto post-partum non è più fantascienza

Philip Kindred Dick forse è un nome che dice poco al ‘grande pubblico’, ma è il nome di un grande scrittore di fantascienza, dai cui racconti sono stati tratti diversi film di successo come Blade Runner, Atto di Forza e Minority Report.
Nel racconto ‘Le pre-persone’, Dick descrive un’America in cui il Congresso ha legalizzato l’uccisione dei figli fino a dodici anni:

...L’unica cosa reale è un orribile furgone bianco con i finestrini coperti di rete metallica, che porta via i bambini che i genitori non vogliono più.
Alcuni genitori usavano un emendamento estensivo della vecchia legge sull’aborto, che permetteva loro di uccidere un bambino indesiderato prima che nascesse: dal momento che non aveva anima o identità, poteva essere risucchiato da un sistema pneumatico in meno di due minuti. Un medico poteva eliminarne un centinaio al giorno, ed era perfettamente legale, perché il bambino non ancora nato non era umano. Era una pre-persona. Lo stesso succedeva col furgone. Solo, avevano spostato in avanti il momento in cui l’anima entrava nel corpo. (...)
Il Congresso aveva elaborato un test molto semplice per determinare il momento approssimativo dell’entrata dell’anima nel corpo: la capacità di risolvere problemi di matematica superiore, di tipo algebrico. Fino a quel momento, c’era solo il corpo, istinti animali, riflessi e risposte a stimoli esterni.... Il Presidente e il Congresso hanno deciso che, una volta superati i dodici anni, si ha un’anima.

martedì 13 settembre 2011

Consigli non richiesti al Pdl dopo Atreju

On. Annagrazia Calabria al nostro stand
Due premesse prima di questi consigli "non" richiesti.
La prima è che, lo ribadiamo, se gli organizzatori della festa dell'Idv, dei Responsabili o di qualsiasi altro partito ci vogliono invitare a tenere un banchetto presso la loro manifestazione, sappiamo che ci andremmo ben volentieri: siamo andati ad Atreju perchè invitati ed ospitati gratis.
La seconda è che, avendo vissuto una settimana ad Atreju, ci sentiamo, anche se non interpellati, di dire un paio di cose o forse più.

lunedì 12 settembre 2011

Dopo Atreju: un bilancio positivo di incontri

On. Anna Grazia Calabria posa con collanina
del Centro di aiuto alla vita di Roma
 Si è conclusa l'esperienza di Atreju 2011 e quindi è il momento dei resoconti, dei ringraziamenti e dei bilanci. In primo luogo voglio ringrazia Flavia Ciampaglia che, grazie alla sua tenacia ed all'interessamento di Alessandro Colorio, è riuscita ad ottenere questo spazio espositivo all'interno della manifestazione.

venerdì 9 settembre 2011

La forza di Rebecca e Lucia: una vita in pochi mesi (da Avvenire)


Sembra finita. Sembra che Rebecca e Lucia abbiano perduto la loro battaglia. Erano nate a fine giugno, unite per il torace e l’addome e con un cuore solo, il fegato fuso e anche l’intestino parzialmente fuso: l’altra sera se ne sono andate. Sono morte. Qualcuno aveva criticato i loro genitori per aver portato a termine la gravidanza scegliendo di farle venire al mondo. Qualcun altro si era subito arreso alla (presunta) ineluttabilità del sacrificio imminente di una per salvare l’altra. E in molti avevano comunque offerto le loro sentenze, spesso neppure conoscendo la reale situazione clinica.

giovedì 8 settembre 2011

Anche il pupazzo Birba ad Atreju

Stand Cav ad Atreju. La volontaria
Flavia e sullo sfondo Birba
Il nostro stand ad Atreju è arricchito da Birba (scimpanzé di peluche con lo sguardo triste del bambino senza mamma). Chi è Birba?
Ci fu regalato da una nostra assistita ( una delle primissime ragazze madri, anno 2000) per la quale abbiamo dovuto esercitare uno sforzo enorme per avere il suo "Si alla vita".
Lei aveva la stanza piena di peluche e questo enorme scimpanzè.
Quando si decise ad avere il bambino tornò in sede e ci regalò tutti i suoi peluche tra i quali questo scimpanzé bellissimo.
Come si chiama? le chiesero le volontarie.
"Birba" fu la risposta
"Da oggi (le disse l'allora presidente Miranda Lucchini), sarà la nostra mascotte".
E così è stato. Da allora Birba è sempre con noi a tutte le manifestazioni.
La mamma ha donato la sua "maternità fittizia" a chi le ha insegnato la maternità vera.

mercoledì 7 settembre 2011

La vita umana: la prima meraviglia


L’essere umano è il prodigio più grande dell’universo. In lui, solo in lui si accendono misteriosamente coscienza, espressione, esperienza morale, nostalgie, tragedie e dedizioni di amore, tutte cose che fanno di lui, errori e dolori compresi, la parte più nobile della creazione.

Il corpo stesso dell’uomo è ben degno dell’immensità del suo spirito: le cellule del nostro corpo, miliardi e miliardi di cellule, sempre al lavoro e sempre percorse da una dolce fluorescenza energetica, sono mille volte più numerose delle stelle del nostro cielo; eppure questo nostro organismo supersofisticato si realizza da una scintilla microscopica, in solo nove mesi!
Bisogna dire che questa scintilla, la cellula-uovo fecondata nel seno materno, è una meraviglia di fronte alla quale ci sarebbe da mettersi in ginocchio…

La Mostra: La vita umana prima meraviglia, in esposizione ad Atreju 2011

Questa sera, presso il nostro stand sito all'interno della manifestazione Atreju 2011, allestiremo la mostra "La vita umana prima meraviglia" che racconta la nostra storia, quella di ognuno di noi, dal concepimento alla nascita.
Circa 20 pannelli colorati, molto belli e scientificamente ineccepibili, riproducono il famoso libretto omonimo e diffuso in tutto il mondo che è un vero e proprio salva vita: tante mamme tentate dall'aborto, al solo vedere quelle immagini inequivocabili anche di "loro" figlio, hanno poi scelto per la vita.

martedì 6 settembre 2011

Fate largo alla vita che avanza....Atreju 2011: presenti!

Per la prima volta in 9 anni abbiamo uno spazio Cav ad Atreju, la manifestazione dei giovani del Pdl che inizierà domani e si concluderà, dopo un ricco anzi ricchissimo programma, domenica 11 settembre. Saremo presenti col nostro sorriso, le nostre magliette, le spille, i nostri gadget e la nostra documentazione per la vita.

mercoledì 31 agosto 2011

Famiglia, la buona eccezione italiana

MENO CONTRACCEZIONE MA MENO ABORTI

Famiglia, la buona eccezione italiana


ASSUNTINA MORRESI


I
 luoghi comuni, si sa, sono duri a morire, e anche a fronte di fatti incontestabili mostrano una resistenza straordinaria. Fra i più diffusi, quello secondo cui gli aborti diminuiscono con il diffondersi della contraccezione, possibilmente accompagnata da un’educazione sessuale fin dalla più tenera età, affidata ai programmi scolastici e agli 'esperti', anziché lasciata all’iniziativa e alla responsabilità delle famiglie di appartenenza.

Il ragionamento è semplice: poiché gli aborti sono l’esito di gravidanze indesiderate, bisogna evitarle.

Quindi con mezzi che consentono di programmare le nascite, il problema dovrebbe risolversi: quanto più la contraccezione è efficace e diffusa, tanto meno si abortirà.

In teoria, dovrebbe funzionare. Ma i dati dicono altro: nei paesi ad elevata diffusione di contraccettivi e di programmi di educazione sessuale, specie scolastica – come Francia, Svezia e Gran Bretagna – i tassi abortivi sono sempre rimasti elevati, aumentando soprattutto fra le più giovani.

In Italia, invece, la percentuale delle donne che usano la pillola anticoncezionale è fra le più basse di Europa, come pure i tassi abortivi, comunque li si conti, e sempre in diminuzione fin dall’82. Qualche dato: il 16,2 per cento delle italiane usa questa pillola, contro il 40 delle svedesi e il 50 delle francesi.

E i tassi di abortività fra le donne con meno di venti anni sono, rispettivamente, il 6,9 per mille in Italia, il 15,2 in Francia, il 22,5 in Svezia e il 23 in Inghilterra e Galles.

Le cose non cambiano con la 'pillola del giorno dopo', che può impedire all’embrione di annidarsi in utero, prefigurando così un probabile, precocissimo aborto, impossibile da verificare e quindi da conteggiare.

In Italia questo prodotto si può comprare in farmacia dal 2000 – quando gli aborti già calavano – e solo con ricetta medica, che invece non serve in Francia, Gran Bretagna e Svezia. In Francia, per esempio, questa pillola è negli armadietti scolastici per studentesse fin dagli undici anni, e il consenso dei genitori non è richiesto. E ricordiamo in Inghilterra un progetto pilota di due anni fa che permetteva alle ragazzine fra gli 11 e i 13 anni di chiedere la pillola del giorno dopo via sms, per «evitare imbarazzi». Il risultato è che le vendite in Francia e Gran Bretagna sono 3-4 volte quelle italiane, e pure gli aborti ufficiali, come già detto, sono molto più numerosi, specie fra le minorenni.

Chiarendo che da noi un anno di aborti equivale a più di 110mila esseri umani soppressi prima di nascere, e che il calo non consola – l’unico numero che vorremmo leggere è lo zero, tutti gli altri sono intollerabili – è bene prendere atto che la strategia messa in atto per diminuirli, negli altri paesi, li ha invece moltiplicati. Perché?

Se fosse la depenalizzazione a diminuire gli aborti, lo sarebbe in tutti i paesi dove sono legalizzati.

In Italia la 194 aiuta perché impedisce di lucrarci sopra: qui gli aborti sono obbligatoriamente in strutture pubbliche o convenzionate, ed è vietato alle cliniche private di farne a prezzi liberi (come invece avviene in Spagna per il 98 per cento degli aborti): non essendoci guadagno, non c’è interesse economico ad incoraggiarli.

Ma non basta a spiegare l’anomalia tutta italiana di aborti in calo, bassa natalità e scarso uso di contraccezione chimica.

L’eccezione italiana è una cultura cristiana profonda, condivisa nei fatti anche da molti non praticanti, che ha consentito alla famiglia naturale, quella basata sul matrimonio fra un uomo e una donna e riconosciuta dalla nostra – laica – Costituzione, di reggere l’urto della secolarizzazione, che proprio la famiglia mira innanzitutto a scardinare. In un vissuto coniugale stabile, si ha meno paura ad affrontare la vita accanto a un parente disabile, a un anziano, o a un bambino 'inaspettato'. Chi si è sentito accolto all’interno di saldi rapporti familiari, più facilmente sarà pronto ad accogliere, e a vivere un 'imprevisto'.

Un’eccezione italiana su cui sarebbe bene riflettere.

martedì 30 agosto 2011

Brindo a tutte le mamme!

BRINDO A MIA MADRE CHE CAMBIO' LA SUA FIGURA PER UNA GRANDE PANCIA. CAMBIO' LA MATITA PER DELINEARE I SUOI OCCHI PER LE OCCHIAIE. LEI CHE CAMBIO' LE SUE SERATE DI DIVERTIMENTO PER COSTANTI NOTTATE SVEGLIA. CAMBIO' LA SUA BORSA PER UNA BORSA PIENA DI PANNOLINI. PER QUELLA MADRE A CUI NON IMPORTO' CAMBIARE LA SUA VITA PER RICEVERE AMORE IN CAMBIO. VEDIAMO QUANTI FIGLI ORGOGLIOSI COPIANO QUESTO MESSAGGIO NELLA PROPRIA BACHECA. ANCH'IO L'HO COPIATO PERCHE' AMO E AMERO' SEMPRE MIA MADRE ♥

venerdì 22 luglio 2011

Un ringraziamento doveroso

Abbiamo ricevuto oggi un bancale di pannolini e salviettine per poter aiutare le nostre mamme ed i loro figli.
Siccome è tutto frutto di un dono ci permettiamo di ringraziare:
la società donante Fater Spa http://www.fater.it/
il Banco Alimentare di Pescara
Luca Carbonelli http://www.caffecarbonelli.it/ che ci ha donato il trasporto del materiale da Pescara a Roma
Grazie di cuore a tutti voi.
I Pannolini e le salviettine saranno presto, anzi prestissimo, ridistribuite alle mamme che giungono a noi in cerca di un abbraccio, di una parola di sostegno, di un ascolto ma anche di piccoli aiuti concreti come questi.
Giorgio Gibertini 
presidente cav di roma



martedì 19 luglio 2011

I figli inquinano? Invece alcune persone sono già inquinate



E’ di oggi la notizia che i verdi inglesi (quindi green) si sono scatenati contro la coppia Beckham a seguito della pubblicazione su un magazine della foto del campione di calcio che fa “naso naso” con la figlioletta appena nata, il quarto loro figlio. Dov’è lo scandaolo, vi domanderete. Forse nel fatto che la piccola andava tutelata nella sua privacy? Forse nel “naso naso” che andava svolto in senso anti orario e non orario? Forse nel fatto che loro, ricchi e belli, ostentano quattro figli mentre la società è povera e può permettersene solo due? No. Peggio ancora. Puntuale come l’estate e l’anguria i verdi inglese non si fanno mancare il solito anatema ed attaccano i coniugi Beckham: «Siete una vergogna. Non capite che il pianeta è sovrappopolato?».
La parlamentare verde Caroline Lucas, lo scienziato David Attenborough e il direttore esecutivo di Optimum Population Trust (Opt), Simon Ross, hanno chiarito che non stavano scherzando per niente. «Nel 2050 saremo nove miliardi. Per sfamare tutti servirebbero tre pianeti. Altro che figli. I Beckham e quelli come loro sono un pessimo esempio». Non è la prima volta che gli “studiosi”, i “scienziati”, i “professori” (tutto rigorosamente tra virgolette per favore) dell’Optimum Population Trust impiegano i residui del loro cervello per inquinare il mondo con le loro teorie sui bambini che inquinano ed è meglio spendere i soldi in preservativi per non farli nascere. Altre loro dichiarazioni famose le potete rintracciare sul web ma qui ve ne riporto qualcuna per facilitare la vostra ricerca.Nel 2007 i siti di tutto il mondo rimandarono questa dichiarazione proveniente d’oltremanica: “Volete impegnarvi in qualcosa di importante e concreto per il salvataggio della Terra dal riscaldamento climatico? Fate meno figli: una coppia con due bambini invece di tre riduce le emissioni familiari di biossido di carbonio in una quantità equivalente a quelle generate da 620 viaggi aerei di andata e ritorno tra Londra e New York”. Firmato da chi? Opt, capeggiato da John Guillebaud, professore ‘emeritus’ di pianificazione familiare all’University College London (Ucl). In un rapporto il think tank sostiene che le famiglie numerose dovrebbero essere equiparate a chi guida i fuoristrada mangia-benzina, non ricicla i sacchetti di plastica o vola a tutto spiano in aereo: insomma mettere al mondo troppi figli sarebbe un imperdonabile “crimine ecologico”. “Se si rinuncia ad un figlio – spiega il prof. Guillebaud sul domenicale ‘Sunday Times’ – gli effetti per il pianeta sono più grandi di tutte le altre cose che si possono fare incominciando dal risparmio di energia elettrica”.L’anno dopo, sempre verso fine luglio, un’altra dichiarazione forse peggiore, sempre se al peggio non vi è limite ovviamente: “Basta fare due conti: quanto latte in polvere, quanti omogeneizzati e relativi vasetti, quanto detersivo fa consumare ogni nuovo arrivato, mentre ci distrae con quel suo candido sorriso? E i pannolini, vogliamo parlare dei pannolini, sintetici e orribilmente antiecologici? Ogni neonato ne consuma almeno cinque al giorno, per due anni fanno 3650 pannolini da riciclare – senza contare che qualcuno tarda anche di più, a imparare a non farsela addosso. E poi, crescendo, tricicli, biciclette, computer, moto. Plastica, chip, carta, ed energia, e carburante: è una massa opprimente, a pensarci, ciò che consumerà ogni nuovo venuto – con quella sua aria falsamente innocente.” Dichiarazione sempre di quel professore emerito: evidenziamo il fatto che almeno il sorriso distraente del bambino viene definito “candido”.Concludiamo infine con lo studio sempre dell’Opt in cui viene ribadito “che con il costo di 4 sterline per un preservativo si può impedire ad un bambino di venire al mondo e quindi risparmiare almeno una tonnellata di CO2.”Leggo la notizia dei figli di Beckham e gioisco per loro. Leggo ancora i commenti dell’Opt e, guardando i miei tre figli, non li riconosco colpevoli di tutto ciò e vorrei inviare a questi scienziati un paio di pannolini ma so che non avrebbero l’effetto desiderato perchè sono talmente inquinati da non riconoscerne la differenza. Spero solo che David Beckham inviti, per un chiarimento, i responsabili dell’Optimum Population Trust su un bel campo di calcio verde e… li prenda a pallonate!

Pubblicato su Dailyblog il 18 luglio 2011

domenica 17 luglio 2011

Lettera ai presidenti


Alla cortese attenzione dei MpV e  dei  CAV.
 
 
Il 18 giugno 2011 a Torino, Carlo Casini ha costituito una  federazione  con alcuni MpV e CAV del Piemonte,  nonostante esista già in Piemonte, dal 1991, una federazione regionale  attiva, impegnata, culla di  numerose  iniziative per la vita, a livello  culturale,  sociale,  e di   collaborazione con le  Istituzioni.
Un atto gravissimo, che lascia sgomenti,  perchè compiuto in spregio  ad ogni regola di democrazia, ad ogni istanza di diritto ( ancora nell'ultima assemblea regionale il direttivo in carica era stato confermato a larghissima maggioranza), e al rispetto per le persone.
 
Come è scritto nella lettera  allegata,  inviata ai presidenti dei MpV e CAV   di Federvita Piemonte,  tutta la vicenda  vede in gioco non tanto l'appartenenza al  Comitato Verità e Vita di alcuni membri  del direttivo di federvita  Piemonte e dei CAV e MpV piemontesi  (ma è un delitto?)  quanto  il modo  di concepire l'appartenenza al Movimento per la Vita, il modo di essere Movimento per la Vita.
E' evidente che per Carlo Casini l'unico modo possibile  di far parte del Movimento per la vita è quello di uniformarsi  acriticamente e in silenzio  a quanto da lui deciso.
Bandita dal Movimento per la Vita  la ricchezza dei carismi, della differenza  di stile nell'annuncio della verità sull'uomo, del  diverso angolo di visuale, della diversa opinione  sulle strategie  da impiegare  per  perseguire gli obiettivi definiti dallo statuto. Tutto ciò che nel volontariato è ricchezza,  fermento per  rinnovarsi e mantenere  accesi  impegno e volontà,  in questo  Movimento per la vita  oggi non  trova più posto.
 Il Presidente Casini, in politica da decenni,  ha inevitabilmente introdotto nel MpV  logiche, prassi, procedure di tipo  partitico:  come il segretario di un qualunque partito politico, impegnato a conseguire voti e consensi elettorali,  decide che occorrono  uniformità e obbedienza  alle linee da lui indicate.
Chi non è d'accordo può andarsene.
  Che  queste linee siano poi le migliori  e le più efficaci  a salvaguardare la vita dell'uomo, non è detto.
Dimostra anzi il contrario la vicenda della legge 40/2004 sulla fecondazione  artificiale: una legge voluta, promossa  dal Presidente Casini e smantellata non tanto  dalle sentenze "creative" di certi  giudici,  quanto dalla sentenza n. 151 della Consulta che ha trovato  all'interno della legge stessa la contraddizione a quel principio di tutela dell'embrione,  tanto sbandierato, enunciato  nell'art.1 della stessa legge.
 Come puntualmente era stato previsto da chi, a proposito di questa legge,   non era d'accordo con lui.
 Accadrà  lo stesso,  purtroppo,  per la legge sulle DAT.
 
Chi  ama il Movimento per la Vita ed ha assistito in questi anni  al suo progressivo inaridimento, al proliferare di iniziative irrilevanti   e poco incisive nell'ostacolare la cultura della morte che avanza senza argini,  chi  è consapevole  che ormai è solo il grande cuore dei CAV che  pulsa e continua a strappare  bambini all'aborto,  non può non essere turbato.
 
La vicenda del Piemonte,  per quanto gravissima e penosa per  tutti i volontari che  l'hanno subita ,  è solo in definitiva un sintomo del malessere  che  attraversa il Movimento per la vita al quale occorrono,  per sopravvivere  e per riprendere  il suo ruolo  di sentinella della vita, di  grillo  parlante  ,  come diceva  Francesco Migliori, primo e indimenticabile   presidente,  un severo esame sulle cause  dell’affievolirsi del  suo impegno  nella proclamazione della verità e un   rinnovamento  che   ridia slancio  e vigore alla sua mission .
 
                                                                                 Marisa Orecchia

giovedì 14 luglio 2011

Un rapporto del governo Usa dimostra che la RU486 è letale



Quattordici donne stroncate dalla RU486 nei soli Stati Uniti. Sono i dati del nuovo rapporto della Food and Drugs Administration (Fda), l’organismo del governo Usa che vigila sul corretto utilizzo dei farmaci, di cui Ilsussidiario.net è in grado di pubblicare i contenuti in anteprima esclusiva per l’Italia. In pratica cinque morti in più rispetto a quelli registrati dalla ricerca finora più autorevole, uscita sul New England Journal of Medicine, in cui si parlava di nove decessi. Un dato che indica il fatto che almeno un caso di morte su tre era stato tenuto segreto (ed è probabile che ve ne siano molti altri). Per non parlare dei 58 casi di gravidanze ectopiche collegate alla RU486, in cui cioè l’ovulo fecondato si impianta al di fuori dell’utero, con effetti gravissimi sulla salute della donna. Ma anche 336 emorragie, 256 infezioni di cui 48 gravi, 612 ricoveri d’urgenza in ospedale e più in generale 2.207 donne che hanno riportato effetti nocivi per colpa della RU486. I dati, aggiornati al 30 aprile 2011, parlano in totale di 1 milione e 520mila donne americane che hanno fatto uso finora del mifepristone, il principio attivo della RU486. Per comprendere se si tratti o meno di un’incidenza significativa dal punto di vista medico, Ilsussidiario.net ha intervistato il ginecologo Leo Aletti.



Professor Aletti, può spiegare che cosa sono le gravidanze ectopiche e qual è la loro relazione con la RU486?



Come è noto, ciò che distingue la RU486 dall’aborto chirurgico è il fatto che la sua prescrizione avviene in modo automatico. E questo spesso avviene senza controlli adeguati, anche perché una semplice ecografia non è sufficiente a stabilire se esistano rischi di complicazioni. Il problema è che in alcuni casi l’ovulo fecondato, invece che nell’utero, si impianta nelle tube. La paziente assume la RU486, è convinta di avere abortito e non si sottopone a nessun ulteriore controllo. In realtà è ancora incinta e, quando la tuba si rompe, ha un’emorragia e muore senza alcuna assistenza medica. In tutti questi casi quindi prescrivere la RU486 non corregge certo il problema, ma aggrava il quadro clinico.




Per quale motivo?

Perché la RU486 è prescritta tra la sesta e la settima settimana, quando l’ovulo fecondato è ancora troppo piccolo per essere individuato dalle analisi mediche e quindi è scientificamente impossibile capire dove si è impiantato, se nell’utero o nelle tube. Inoltre il mifepristone agisce provocando il distacco dell’ovulo fecondato attraverso delle contrazioni uterine. Se l’utero è vuoto e l’ovulo è nelle tube, è chiaro che il mifepristone non produce alcun effetto e che dunque da questo punto di vista la RU486 è mistificante.



Ma lei ritiene che 14 decessi su 1 milione e 520mila donne siano statisticamente significativi?



La questione è semplice, quando un farmaco provoca la morte non deve essere mai somministrato. Il codice deontologico medico del resto lo afferma in modo esplicito. Inoltre da un punto di vista statistico il confronto da compiere è tra l’aborto farmacologico e quello chirurgico. In Italia dal 1978 a oggi sono stati praticati sei milioni di aborti in ospedale, e la mortalità tra le donne è stata vicina o pari a zero. Fatte le debite proporzioni, questo significa quindi che la RU486 è micidiale. In passato altri farmaci che hanno provocato alterazioni sono stati eliminati dal prontuario farmaceutico.



A che cosa si riferisce?


Per esempio alla talidomide, che è molto efficace per togliere la nausea nel primo trimestre di gravidanza, ma provoca malformazioni fetali come la focomelia. Questo farmaco è stato quindi abbandonato. Per un certo periodo inoltre sono state sospese le flebo di ferro per endovena, perché avevano provocato uno o due morti. In questo caso siamo già a quattordici decessi solo negli Usa, cui si aggiunge una ragazzina di 16 anni morta la scorsa primavera in Portogallo.

Anche l’insulina per il diabete ha causato dei decessi, eppure nessuno l’ha mai messa fuori legge …

L’insulina però è sempre prescritta in seguito al controllo della glicemia da parte del medico. Effettivamente, l’insulina può provocare la morte immediata: basta utilizzarne più del necessario perché il paziente vada in coma ipoglicemico. Ma nel caso dell’insulina non è il farmaco in sé a essere pericoloso, bensì l’utilizzo che se ne fa. Dipende tutto dalle scelte del medico, a differenza della RU486 dove il medico non c’entra nulla perché non è neanche chiamato in causa.

I dati dell’Fda possono cambiare la nostra concezione della RU486?

Sì, il rapporto dell’Fda smentisce che la RU486 sia una modalità tranquilla per applicare l’aborto, per cui bastano con due o tre compresse anche a casa propria. E rimette in discussione la sicurezza dell’aborto farmacologico. Dal dibattito in corso, la donna è portata a convincersi che può assumere da sola la RU486 a casa propria e portare a termine l’aborto senza nessuna assistenza. Nell’aborto farmacologico mancano quindi del tutto la solidarietà e l’aiuto alle donne, che sono abbandonate a loro stesse. Dove è applicato l’aborto farmacologico c’è l’abbandono clinico dell’utente di questa terapia, e quello che viene a mancare è il punto di riferimento clinico per il paziente. Del resto è proprio per questo motivo che alcuni medici appoggiano la RU486…

In che senso?

Perché vogliono liberare gli ospedali dall’incombenza degli aborti chirurgici: e se poi ci sono complicazioni legate alla RU486, se ne occuperà qualcun altro.

E’ l’unico motivo del sostegno all’aborto farmacologico?

L’RU486, tanto negli Usa quanto in Italia, può essere consentita solo per una precisa volontà politica, oscurando invece l’aspetto medico e scientifico. Ed è chiaro che le case farmaceutiche hanno tutto l’interesse che ciò avvenga. Tanto è vero che quando sono pubblicati dati come quelli dell’Fda, nessuno ha il coraggio di prenderli in considerazione. Del resto, se lei prescrive un farmaco che addirittura ha portato alla morte di 14 donne, dopo che in passato abbiamo abbandonato dei medicinali per molto meno, è chiaro che si tratta di una scelta politica. Come evidenziato anche dal fatto che, nell’Agenzia italiana del farmaco, Romano Colozzi ha votato contro la RU486, per gli stessi motivi sottolineati dalla Fda.

(Pietro Vernizzi)


mercoledì 13 luglio 2011

In stato vegetativo da 5 anni Eppure ascolta. E risponde





«Elettrostimolato», prende il bicchiere, lo porta alla bocca e beve

DAL NOSTRO INVIATO A PADOVA 

LUCIA BELLASPIGA 

C inque anni in 'stato vege­tativo', poi all’improvviso la capacità di eseguire un ordine complesso quale «prendi il bicchiere, portalo alla bocca e poi restituiscilo nelle mani del medico». C’è un video, oggi, a mo­strare quanto è avvenuto due an­ni e mezzo fa durante un esperi­mento condotto in collaborazio­ne tra l’Irccs Fondazione Ospe­dale San Camillo di Venezia, l’U­niversità di Padova e quella di Ve­rona, ma il video non trasmette le emozioni: «Anche un profes­sionista come il sottoscritto è ri­masto a bocca aperta » , testi­monia allora il professor Leon­tino Battistin, direttore scien­tifico dell’Irccs veneziano e della Clinica neurologica pa­dovana, con alle spalle tre lustri nella rianimazione di Padova, ovvero «migliaia di stati vege­tativi passati per le mie mani » . 

Eppure anche lei, che ha av­viato l’esperimento, è rima­

sto senza parole. 

Era un paziente di 70 anni, in quello stato da 5 a causa di una grave emorragia cerebrale. Poche speranze di successo, insomma. 

Era in stato vegetativo? 

Questo è un termine che alla co­munità scientifica piace sempre meno. Ormai preferiamo definir­li tutti 'stati di minima coscien­za', perché an­che nei cosid­detti ultragravi o persistenti la percezione del dolore c’è sem­pre, con una partecipazione emozionale al dolore stesso. Anche se poi è vero che all’esterno non collabo­rano, perché manca il collega­mento tra corteccia cerebrale e talamo.

Nel caso di questo paziente, allo­ra, cos’è successo? 

In letteratura esisteva un tentati­vo di 'risveglio' che in Inghilter­ra aveva dato qualche risultato grazie all’impianto chirurgico di elettrodi nel talamo. A noi venne l’idea di riprovarci con una tecni­ca non invasiva, ossia semplice­mente stimolando il cervello da fuori, appog­giando gli elet­trodi sulla testa del paziente. Questi creano un campo ma­gnetico, che si trasforma in campo elettri­co. Dopo 10 minuti di trat­tamento gli abbiamo impartito l’ordine e lui, sotto i nostri occhi e quelli dei familiari, ha obbedi­to. Poi per sei ore lo ha rifatto o­gni volta che gliel’abbiamo chie­sto. Non solo, nel corso di quelle sei ore l’intera attività elettrica (e ricordo che il cervello 'parla' con l’attività elettrica) è notevolmen­te aumentata: di solito in pazien­ti di quel genere l’elettroencefa­logramma è molto debole, inve­ce in lui si è 'riattivato', coloran­do di rosso tutte le aree della cor­teccia che prima apparivano ver­di. Trascorse sei ore, l’effetto è passato e il paziente è tornato co­me prima. Dopo una settimana abbiamo ripetuto l’esperimento e il risultato è stato identico. Nel­la letteratura mondiale non esi­steva nulla del genere, era la pri­ma volta: la comunità scientifica ci ha fatto le pulci, ma poi il no­stro studio è uscito su 'Neuro­rehabilitation and Neural Repair', organo ufficiale della Federazio­ne mondiale di Neuroriabilita­zione, un fatto di enorme rilievo perché è rarissimo che si pubbli­chi un caso quando è ancora sin­golo. 

Non lo sarà a lungo, si spera. 

Stiamo procedendo su altri tren­ta casi, ma siamo ancora in cor­so d’opera e non ci sbilanciamo fino alla fine, ma siamo fiduciosi: se un uomo di 70 anni e con una gravissima emorragia cerebrale ha risposto co­sì, pazienti di 30 anni e colpi­ti da patologie traumatiche anziché emor­ragiche - ad e­sempio vittime del classico in­cidente d’auto - dovrebbero dare risposte ancora più positive. 

C’è speranza di trarne una tera­pia per i 'risvegli'? 

La neuroriabilitazione è una scienza giovane, fino a 15 anni fa era un settore negletto e questi pazienti erano considerati 'per­si'. Oggi si è capito che un recu­pero della coscienza, almeno par­ziale, è possibile, e il campo del­le stimolazioni elettriche è sem­pre più studiato. Arrivare a una terapia risolutiva è difficile, ma i passi avanti sono notevoli e altri ce ne saranno, perché il cer­vello è ancora un grande mi­stero. Molti dei successi sono dovuti proprio a neuroscien­ziati italiani, specie da quando Rita Levi Montalcini ha dimostrato che le cellule cerebrali si possono rigenerare e con questo ha dato u­na spinta nuova alla ricerca.

Che cosa pensa della legge sulle Dat, a questo punto? 

Per 15 anni sono stato chiamato d’urgenza dai rianimatori che mi chiedevano se 'staccare' la spi­na, e spesso in serenità con i fa­miliari ho preso decisioni contro l’accanimento terapeutico, do­vendo dire «fermiamoci qui». Detto questo, la mia 'mission' di medico mi fa da sempre di­fendere la vita, e decenni di e­sperienza mi dicono che il 'triangolo' paziente, medico, famiglia è il fondamento neces­sario e sufficiente per non ca­dere né nell’abbandono né nel­l’accanimento terapeutico. In­somma, non sarebbe necessa­ria una legge, se l’Italia non fos­se il Paese delle aberrazioni, do­ve dei magistrati possono dire che alimentazione e idratazio­ne sono farmaci e sentenziare per la morte di un disabile. 

Il professor Battistin: «Ora stiamo provando su altri trenta pazienti giovani, siamo fiduciosi» Il tracciato elettrico del cervello si è «riattivato». Nella letteratura mondiale non esisteva nulla del genere