Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi "Buon Natale" senza
darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto, infatti, l'idea di dover
rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga
addirittura l'ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.
Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli! Gesù che nasce per amore vi dia la
nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una
vita ricca di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
