mercoledì 5 febbraio 2014

Ringraziamento ai volontari per la vita

Grazie a te, volontario per la
vita, che con qualche servizio,
non importa se piccolo o grande,
continui ad essere presente.
Grazie a te, madre sola in attesa
e in difficoltà che hai avuto
il coraggio di tenere il tuo bimbo
con il nostro povero aiuto.
Grazie a te, madre di famiglia
in attesa, che nonostante i tuoi
problemi familiari, e magari
dopo esserti confrontata duramente
con il padre dei tuoi figli
e aver guardato i tuoi figli negli
occhi, hai deciso di tenere quello
che avevi in grembo perché
era esattamente come gli altri.
Grazie a te, padre in attesa,
che sei stato colonna portante
della madre di tuo figlio evitando
di scappare dalle tue responsabilità
e vedendo oltre quel
grembo il frutto del tuo amore.
Grazie a voi nonni che avete
accolto i vostri nipotini e avete
fatto pregare per i bimbi più
piccoli in arrivo, sostenuto i
vostri figli e dispensato perle di
saggezza.
Grazie a voi famiglie che avete
aperto braccia, cuore e casa
per aiutare queste situazioni.
Grazie a te giovane, che dopo
gli incontri di formazione, hai
parlato con i tuoi amici diffondendo
le informazioni scientifiche
che avevi imparato… persino
come si fa un aborto.
Grazie a te, sorella consacrata
di ogni tipo, che preghi “affinché
tutti i bimbi concepiti siano
accolti, vedano la luce e giungano
a dare Gloria al Signore”.
Grazie a te sacerdote, che
con il tuo ascolto e consiglio
hai incoraggiato alla vita le
madri sole, hai ascoltato le difficoltà
delle famiglie in attesa,
hai mostrato la via della Misericordia
e del Perdono (secondo
il Magistero e le regole di Santa
Madre Chiesa) alle donne che
hanno abortito invitandole a un
percorso dove poi rinascere si
può, anche se con dolore.
Grazie a te catechista, educatore,
insegnante di religione,
che porti l’annuncio della gioia
di Gesù Concepito prima che
Nato, Morto e Risorto immagine
e somiglianza di tutti i bimbi
concepiti.
Grazie a te, ammalato che offri
la tua sofferenza per questo
valore incommensurabile della
Vita di ognuno.
Grazie a te giornalista che diffondi
il vero valore della cultura
della vita.
Grazie a te professionista della
sanità, che quotidianamente
e coerentemente tieni fede alla
tua obiezione di coscienza all’aborto,
alla fecondazione extracorporea
e alla contraccezione
abortiva.
Grazie a te politico che fai
coerentemente dei valori non
negoziabili e della legge morale
naturale il tuo faro, il tuo vincastro
e baluardo.

venerdì 31 gennaio 2014

Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 36a Giornata Nazionale per la vita

Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente
per la 36a Giornata Nazionale per la vita
(2 febbraio 2014)

“Generare futuro”


“I figli sono la pupilla dei nostri occhi… Che ne sarà di noi se non ci prendiamo cura dei nostri occhi? Come potremo andare avanti?”[1]. Così Papa Francesco all’apertura della XXVIII Giornata Mondiale della Gioventù ha illuminato ed esortato tutti  alla custodia della vita, ricordando che generare ha in sé il germe del futuro. Il figlio si protende verso il domani fin dal grembo materno, accompagnato dalla scelta provvida e consapevole di un uomo e di una donna che si fanno collaboratori del Creatore. La nascita spalanca l’orizzonte verso passi ulteriori che disegneranno il suo futuro, quello dei suoi genitori e della società che lo circonda, nella quale egli è chiamato ad offrire un contributo originale. Questo percorso mette in evidenza “il nesso stretto tra educare e generare: la relazione educativa si innesta nell’atto generativo e nell’esperienza dell’essere figli”[2], nella consapevolezza che “il bambino impara a vivere guardando ai genitori e agli adulti”[3].
Ogni figlio è volto del “Signore amante della vita” (Sap 11,26), dono per la famiglia e per la società. Generare la vita è generare il futuro anche e soprattutto oggi, nel tempo della crisi; da essa si può uscire mettendo i genitori nella condizione di realizzare le loro scelte e i loro progetti.

martedì 28 gennaio 2014

40 ma non li dimostra... uno spettacolo per la giornata per la Vita

Quaranta … ma non li dimostra

Commedia in due Atti di Peppino De Filippo


Nella giocosa tradizione della commedia napoletana la protagonista rivive, nelle vesti di una Cenerentola moderna, le contraddizioni della vita e dei rapporti familiari, tra il disincanto delle speranze e l’alternanza di gioie e amarezze che la quotidianità ci riserva.

Una gita al mare, un invito a pranzo, un fidanzamento, lo sposalizio di un familiare, una delusione amorosa, sono occasioni per ricordarci che intorno a noi ogni giorno accade qualcosa a cui diamo diversa importanza secondo il nostro stato d’animo con l’inconsapevole complicità di chi ci circonda.


E magari, quando tutto sembra perduto può esserci il colpo di scena che trasforma la realtà in qualcosa di inaspettato da vivere sino in fondo.

venerdì 20 dicembre 2013

Natale del Signore 2013

Vieni, Signore Gesù, e sta’ con me laddove mi sento più povero.
Confido che questo sia il luogo dove troverai la tua mangiatoia e porterai la tua luce.
Vieni, Signore Gesù, vieni. Amen
(Henri J.M. Nouwen)
Nel Natale del Signore Gesù celebriamo l’Incarnazione del Figlio di Dio per la nostra salvezza.
L’abisso di Dio raggiunge l’abisso di ogni persona per innalzarla alla dignità dei figli di Dio
attraverso il Suo Figlio Gesù Cristo.
Nella scuola, al lavoro e nella società incontriamo gli alunni, i colleghi, i genitori, la gente
comune; di loro conosciamo gli abissi di dolore, di povertà, di disperazione.
Ogni giorno condividiamo anche le gioie, le speranze, i desideri, i progetti e i sogni degli alunni
e dei colleghi. Tutto questo rende presente l’Amore del Signore per questa umanità.
La buona notizia che reca il Natale del Signore Gesù è che in ogni abisso umano Dio viene per
salvarci, per innalzarci a sé.
Noi possiamo essere il segno storico, visibile, della tenerezza di Dio che viene ogni giorno
visitare e consolare il suo popolo!
Che il Signore vi doni la Sua consolazione e la Sua gioia e possiate percepire la stima, l’affetto e
la gratitudine della Chiesa Ambrosiana!
Buon Natale del Signore a voi e alle vostre care famiglie !
Con affetto e stima, don Michele Di Tolve

giovedì 14 novembre 2013

Il nostro Presidente Gibertini attaccato da La Zanzara, programma radiofonico

Non sanno che cos'è il Centro di aiuto alla vita, quelli de La Zanzara. Glielo spieghiamo in poche righe: aiutiamo le mamme con una gravidanza difficile ed indesiderata a scegliere per la vita. Diamo un aiuto che a  volte si traduce in un abbraccio, in qualche ora di ascolto, in pochi consigli, in molta vicinanza. Spesso preghiamo anche per le mamme che a noi si rivolgono.
Le tematiche di bioetica (vita, aborto, eutanasia, famiglia, educazione sessuale) sono difficili da spiegare rispondendo a battute incalzanti, districandosi tra parolacce insulti e frasi fatte, e quando la mano sulla cornetta ce l'ha il conduttore che può chiuderti il telefono in faccia quando vuole (come ha fatto ieri sera con Gianfranco Amato presidente dei Giuristi per la vita).
Se volete approfondire che cosa è successo andate sul blog del nostro Presidente Giorgio Gibertini al quale va il nostro forte abbraccio e la stima rinnovata.

venerdì 8 novembre 2013

Avvenire cita il nostro Presidente Giorgio Gibertini ed il piccolo Matteo Bramucci

Ravera choc: i feti «grumi di materia» . Cresce la protesta per le parole dell’assessore «Non si ironizza sulle morti in utero»

DA ROMA LUCA LIVERANI A ll’inizio è partito quasi in sordina ma ora, dopo alcuni giorni, è diventato un coro assordante di critiche indignate quello contro l’assessore alla Cultura della Regione Lazio, Lidia Ravera. A scatenare la bufera il suo attacco al sindaco di Firenze Matteo Renzi, reo di avere approvato una delibera su quello che la scrittrice definisce spregiativamente «il cimiterino dei non nati», ironizzando sul «diritto si seppellire grumi di materia».

Cioè i bambini morti durante la gravidanza. Il Forum delle associazioni familiari del Lazio chiede al presidente Zingaretti di rimuoverla dall’incarico. E dimissioni immediate è la richiesta anche delle associazioni CiaoLapo onnlus e Quercia millenaria. Il caso è la prima notizia del sito di RomaSette , il settimanale della diocesi di Roma. Ravera nel suo blog sulla testata online del gruppo L’Espresso il 4 novembre rilancia un articolo di Tiziana Ferragni che il 29 ottobre già criticava su Io donna on line, il femminile del Corriere della Sera, la delibera di Firenze. Una norma che regolamenta la sepoltura a Trespiano dei bambini non nati - per i genitori che lo desiderano e non vogliono che finiscano nei rifiuti ospedalieri - dove già dal 1996 c’è uno spazio dedicato che ha accolto 1.019 sepolture. La delibera aggiorna il regolamento di polizia mortuaria del 1969. Nessuna novità rivoluzionaria, dunque. O clerico-reazionaria. Ma per Lidia Ravera è lampante il complotto contro la legge sull’aborto. E parla di «brutto film, vecchio e clericale», uno « splatter che torna sugli schermi della politica» per affermare «il diritto di seppellire grumi di materia, chiamandoli bambina e bambino». «Il copione – rincara – è lo stesso: una compassionevole aggressione delle mamme mancate. Tutte quelle donne che, poiché il corpo ha le sue insondabili leggi, non sono riuscite a portare a termine il loro dovere di animali al servizio della specie», scrive. Tutta colpa, dice, dei «vari Movimenti per la vita (dei feti, non delle madri)», una delle tante «crociate del superfluo, se non fosse, sempre più chiaramente e tristemente, una delle tappe simboliche più subdole ed efficaci della battaglia per la trasformazione della legge 194 in carta straccia». Non manca l’attacco ai medici obiettori che si nasconderebbero «dietro la foglia di fico del 'problema di coscienza'». Ammesso che qualcuno dei promotori della delibera sia «in buona fede», per Ravera «pensare di procurare sollievo alle non-mamme mandandole a piangere davanti a un quadratimo di terra smossa» è «sadismo di Stato», «ingerenza intollerabile», «palese buffonata». Le risponde Emma Ciccarelli, presidente del Forum delle associazioni familiari del Lazio, 50 realtà e 500 mila associati, scrivendo al governatore Nicola Zingaretti. «Ci sentiamo offesi»: come donne definite «animali al servizio della specie», come associazioni «al servizio della vita ogni giorno sul territorio nazionale», come famiglie incredule che «nello stesso articolo si collezioni tanta insensibilità e denigrazione nei confronti dei vissuti familiari». Quindi per i «giudizi molto offensivi e lesivi dei diritti altrui chiediamo l’immediata rimozione dall’incarico istituzionale» dell’assessore. «Parole gravissime ed estremamente offensive nei confronti delle donne che hanno perso un figlio per aborto», dice Olimpia Tarzia, consigliera regionale all’opposizione e presidente del Movimento PER. «Centinaia di genitori in lutto e donne interessate da problemi di abortività, offese, ci hanno scritto chiedendo di fare qualcosa», spiega Alfredo Vannacci, medico e fondatore di CiaoLapo onlus, associazione apolitica e aconfessionale che dal 2007 si occupa di tutela della gravidanza a rischio e che ora si unisce alla richiesta di dimissioni, perché «l’assessore ha ironizzato sul diritto legalmente riconosciuto in Italia e in qualunque paese civile di accedere alla sepoltura in caso di morte in utero».

Giorgio Gilbertini del Centro di aiuto alla vita di Roma difende la scelta dei genitori di Matteo Bramucci, morto a 18 settimane, «di seppellire il loro 'grumo di materia'» nel Cimitero degli Angeli che esiste anche a Roma.
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