mercoledì 13 luglio 2011

In stato vegetativo da 5 anni Eppure ascolta. E risponde





«Elettrostimolato», prende il bicchiere, lo porta alla bocca e beve

DAL NOSTRO INVIATO A PADOVA 

LUCIA BELLASPIGA 

C inque anni in 'stato vege­tativo', poi all’improvviso la capacità di eseguire un ordine complesso quale «prendi il bicchiere, portalo alla bocca e poi restituiscilo nelle mani del medico». C’è un video, oggi, a mo­strare quanto è avvenuto due an­ni e mezzo fa durante un esperi­mento condotto in collaborazio­ne tra l’Irccs Fondazione Ospe­dale San Camillo di Venezia, l’U­niversità di Padova e quella di Ve­rona, ma il video non trasmette le emozioni: «Anche un profes­sionista come il sottoscritto è ri­masto a bocca aperta » , testi­monia allora il professor Leon­tino Battistin, direttore scien­tifico dell’Irccs veneziano e della Clinica neurologica pa­dovana, con alle spalle tre lustri nella rianimazione di Padova, ovvero «migliaia di stati vege­tativi passati per le mie mani » . 

Eppure anche lei, che ha av­viato l’esperimento, è rima­

sto senza parole. 

Era un paziente di 70 anni, in quello stato da 5 a causa di una grave emorragia cerebrale. Poche speranze di successo, insomma. 

Era in stato vegetativo? 

Questo è un termine che alla co­munità scientifica piace sempre meno. Ormai preferiamo definir­li tutti 'stati di minima coscien­za', perché an­che nei cosid­detti ultragravi o persistenti la percezione del dolore c’è sem­pre, con una partecipazione emozionale al dolore stesso. Anche se poi è vero che all’esterno non collabo­rano, perché manca il collega­mento tra corteccia cerebrale e talamo.

Nel caso di questo paziente, allo­ra, cos’è successo? 

In letteratura esisteva un tentati­vo di 'risveglio' che in Inghilter­ra aveva dato qualche risultato grazie all’impianto chirurgico di elettrodi nel talamo. A noi venne l’idea di riprovarci con una tecni­ca non invasiva, ossia semplice­mente stimolando il cervello da fuori, appog­giando gli elet­trodi sulla testa del paziente. Questi creano un campo ma­gnetico, che si trasforma in campo elettri­co. Dopo 10 minuti di trat­tamento gli abbiamo impartito l’ordine e lui, sotto i nostri occhi e quelli dei familiari, ha obbedi­to. Poi per sei ore lo ha rifatto o­gni volta che gliel’abbiamo chie­sto. Non solo, nel corso di quelle sei ore l’intera attività elettrica (e ricordo che il cervello 'parla' con l’attività elettrica) è notevolmen­te aumentata: di solito in pazien­ti di quel genere l’elettroencefa­logramma è molto debole, inve­ce in lui si è 'riattivato', coloran­do di rosso tutte le aree della cor­teccia che prima apparivano ver­di. Trascorse sei ore, l’effetto è passato e il paziente è tornato co­me prima. Dopo una settimana abbiamo ripetuto l’esperimento e il risultato è stato identico. Nel­la letteratura mondiale non esi­steva nulla del genere, era la pri­ma volta: la comunità scientifica ci ha fatto le pulci, ma poi il no­stro studio è uscito su 'Neuro­rehabilitation and Neural Repair', organo ufficiale della Federazio­ne mondiale di Neuroriabilita­zione, un fatto di enorme rilievo perché è rarissimo che si pubbli­chi un caso quando è ancora sin­golo. 

Non lo sarà a lungo, si spera. 

Stiamo procedendo su altri tren­ta casi, ma siamo ancora in cor­so d’opera e non ci sbilanciamo fino alla fine, ma siamo fiduciosi: se un uomo di 70 anni e con una gravissima emorragia cerebrale ha risposto co­sì, pazienti di 30 anni e colpi­ti da patologie traumatiche anziché emor­ragiche - ad e­sempio vittime del classico in­cidente d’auto - dovrebbero dare risposte ancora più positive. 

C’è speranza di trarne una tera­pia per i 'risvegli'? 

La neuroriabilitazione è una scienza giovane, fino a 15 anni fa era un settore negletto e questi pazienti erano considerati 'per­si'. Oggi si è capito che un recu­pero della coscienza, almeno par­ziale, è possibile, e il campo del­le stimolazioni elettriche è sem­pre più studiato. Arrivare a una terapia risolutiva è difficile, ma i passi avanti sono notevoli e altri ce ne saranno, perché il cer­vello è ancora un grande mi­stero. Molti dei successi sono dovuti proprio a neuroscien­ziati italiani, specie da quando Rita Levi Montalcini ha dimostrato che le cellule cerebrali si possono rigenerare e con questo ha dato u­na spinta nuova alla ricerca.

Che cosa pensa della legge sulle Dat, a questo punto? 

Per 15 anni sono stato chiamato d’urgenza dai rianimatori che mi chiedevano se 'staccare' la spi­na, e spesso in serenità con i fa­miliari ho preso decisioni contro l’accanimento terapeutico, do­vendo dire «fermiamoci qui». Detto questo, la mia 'mission' di medico mi fa da sempre di­fendere la vita, e decenni di e­sperienza mi dicono che il 'triangolo' paziente, medico, famiglia è il fondamento neces­sario e sufficiente per non ca­dere né nell’abbandono né nel­l’accanimento terapeutico. In­somma, non sarebbe necessa­ria una legge, se l’Italia non fos­se il Paese delle aberrazioni, do­ve dei magistrati possono dire che alimentazione e idratazio­ne sono farmaci e sentenziare per la morte di un disabile. 

Il professor Battistin: «Ora stiamo provando su altri trenta pazienti giovani, siamo fiduciosi» Il tracciato elettrico del cervello si è «riattivato». Nella letteratura mondiale non esisteva nulla del genere

venerdì 17 giugno 2011

PILLOLA DEI 5 GIORNI DOPO







NON E' CONTRACCETTIVA, VI SPIEGHIAMO PERCHE' - Inoltre riportiamo gli effetti disastrosi sulle giovani causati dalle politiche di "facile accesso" alla kill-pill. ELLAONE, la pillola dei 5 giorni dopo, avrà ricadute ancor più devastanti. Un dovere dunque per il personale sanitario non cooperare e invocare l'obiezione di coscienza all' ABORTO CHIMICO con l' Ulipristal.



martedì 7 giugno 2011

RELAZIONE AL RENDICONTO DELLE ENTRATE E DELLE SPESE anno 2010 E BILANCIO di PREVISIONE anno 2011



 A )  ATTIVITA’  AMMINISTRATIVA


La presente relazione riguarda il periodo di attività dal 1^ gennaio al 31 dicembre dell’anno 2010 e la previsione finanziaria per l’anno 2011.
Il rendiconto delle entrate e delle spese presenta un saldo finanziario attivo iniziale di € 31.108,99  mentre quello finale è pari ad € 46.431,28
La gestione del CAV quest’anno si chiude con un avanzo di cassa pari ad €  1,609,91.
Invece il saldo finale della gestione relativa ai Progetti Gemma e analoghi, segnala  un disavanzo di € 16.927,00 comprensivo però del versamento di € 18..000,00 alla Psicologa D.ssa Gioffrè per la parte a lei competente del Progetto di € 20.000,00, finanziato dalla Chiesi Farmaceutici   e  relativo all’espletamento del programma di assistenza effettuato presso l’Ospedale Umberto I rivolto  a bambini affetti da malattie rare e al sostegno psicologico delle loro madri.
Nell’anno 2010  si sono gestiti: 3 Progetti Vita della Parrocchia dello Spirito Santo, 2 Progetti della Parrocchia di San Mauro, 3 Progetti da parti di privati, 5 Progetti Madre Teresa (progetti finanziati direttamente con le donazioni fatte al CAV) e  32  Progetti Gemma della Fondazione Nova di Milano. L’insieme di progetti progetti ha dato origine ad un movimento di cassa pari ad €  74.750,00 in entrata ed €   57.823,00 in uscita e di ciascuno di essi la contabilità ha registrato ogni singola entrata ed ogni singola uscita per ogni ragazza da noi assistita.
  

In quest’anno le entrate più consistenti della Gestione CAV   sono determinate :
1)       dalle  quote associative e quote una tantum  di iscrizione dei nuovi soci  per €   1.243,00 che rappresentano la totalità delle quote sociali dei soci che hanno confermato il  loro consenso alle attività dell’associazione;
2)      dall’entrata di € 4.972,05 proveniente dallo Stato e relativa al la quota del 5 X mille assegnataci  negli anni 2006 e 2007;;
3)      dall’entrate per complessivi € 14.260,00 provenienti dalle offerte raccolte durante  la celebrazione della XXX II  Giornata per la Vita , in particolare hanno contribuito per €:
-          1.256,00 la Parrocchia di S. Timoteo
-          1.742,00 la Parrocchia dello Spirito Santo
-             885,00 la Parrocchia di Gesu’ Divin Salvatore
-             608,00 la Parrocchia dei S.S. Pietro e Paolo
-             650,00 la Parrocchia di S. Giuseppe da Copertino
-             845,00 la  Parrocchia di S. Pio da Petrelcina
-             820,00 la Parrocchia di San Leonardo in Acilia
-           1.400,00 la Parrocchia  di S. Giovanna Antida
-              230,00 la Cappellania dell’Ospedale S. Eugenio
-              296,00 la Parrocchia di San Vigilio
-              740,00 la Parrocchia della Scra Famiglia
-              458,00 la Parrocchia di Sant’Andrea Avellino
-            1.000,00 la Parrocchia di San Lino
-            1.830,00 la Parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe
-            1.500,00 la Parrocchia di Santa Francesca Romana

        Per organizzare tale giornata si sono spesi complessivamente € 7.051,50 ed in particolare:
-  € 880,00 per l’acquisto di tremila primule;
- € 2.200,00 per l’ acquisto di  gadgets in argento riproducenti il nostro logo a Quest’ultime spese ovviamente non debbono riferirsi ad un solo anno ma a più tempo e per tutte le occasioni  in cui ci è richiesto il nostro intervento divulgativo;
-          € 418,00  per l’acquisto presso il Movimento per la Vita Italiano degli opuscoli “la Vita prima meraviglia “ Evangelium Vitae” ;
-          € 2.827,50 per l’acquisto di materiale dal Movimento per la Vita di Casal Monferrato come: magliettine, bavaglini e altri gadgets,  sempre acquistati dal nostro centro per arricchire e rendere più interessante “i banchetti”.
-          € 726 per acquisto materiale fornitoci dall’Associazione Officina Creativa che opera presso la Casa Circondariale di Lecce offrendo l’opportunità alle donne ivi residenti la possibilità di lavorare offrendo prodotti artigianali in cotone povero ma di accurata  manifattura .

   4)  dall’entrata di € 1.095,00 per  donazioni da terzi e da soci.

Le  spese riguardano principalmente:

a.       il telefono per € 6.123,00 la cui entità è dovuta,  alla necessità di utilizzare il  trasferimento di chiamata su cellulari dei volontari per l’ascolto  e per il fatto che le assistite sono raggiungibili solo con il cellulare. Inoltre la suddetta spesa è stata aggravata da un errore da parte della Compagna telefonica Vodafone  che non ha applicato la normativa fiscale relativamente alla esenzione del Cav dalle tasse di bollo e di concessione governativa che incidono sul costo delle fatture . Infatti nella parte delle entrate è stato considerato almeno il rimborso di tale tassazione indebita per € 1.500,00 mentre non è stato calcolato per prudenza , l’addebito, alla Compagnia telefonica del danno causato al Cav dal mancato invio cartaceo delle fatturazioni come richiesto in contratto che ha comportato l’impossibilità di controllare tali addebiti e per di più il controllo sulle singole SIM.
b.      l’acquisto per € 7.051,50 del materiale informativo utilizzato soprattutto durante la manifestazione della Giornata della Vita di cui si è riferito al punto 3 dell’entrata e per altri acquisti per €  247,20 per la promozione del nostro CAV nella festa annuale delle Donne in Canoa
c.       acquisto di beni strumentali per € 1.890,00   quali una stampante  (€ 360);  una cassettiera per sistemare gli indumenti dei bambini che ci vengono donati per le nostre mamme; (€  175)  un tappeto finta erba (€ 89) per far giocare i bambini in occasione di qualche riunione delle mamme ; i sanitari e relativo montaggio per     € 1.215,00  in sostituzione del bagno chimico assolutamente antigienico e usato da 10 anni.
d.      spese di manutenzione per € 270    causate dal ripristino del vetro della porta antistante della sede del CAv e relativo montaggio  preso a sassate da ignoti e da una successiva rottura del vetro nella porta posteriore della sede per un furto che non ha comportato ulteriori danni .
e.       €  2.880,00  per un progetto Gemma offerto alla Fondazione Nova in tre rate da 960 €, quale testimonianza di carità delle comunità intervenute nella Giornata della Vita e di solidarietà del nostro CAV con tutti gli altri  CAV d’ Italia che grazie a questa Fondazione hanno la possibilità di operare e quindi attuare ciò che Madre Teresa chiedeva e cioè “Promettiamoci che nella nostra città nessuna donna possa dire di essere stata costretta ad abortire “ , motto che noi abbiamo fatto nostro.
c.  il sostegno alle nostre ragazze utilizzando il nostro Fondo Madre Teresa, è stato pari ad € 5.700,  e riguardano  piccoli contributi in danaro per aiutare alcune ragazze gestanti e non con bimbi molto piccoli particolarmente bisognose  per far loro superare momenti di  grossa crisi  economica . La collocazione di tale spesa si trova nella parte della gestione progetti..



B) PRESTAZIONI DI ATTIVITA ASSSISTENZIALE


Nell’anno 2010 abbiamo assistito complessivamente 55 donne  di cui  49 hanno iniziato il rapporto nell’anno, 6 invece sono quelle che hanno continuato a ricevere assistenza e 21   pur non essendo gestanti ,  hanno ricevuto  aiuti in natura e due anche un piccolo aiuto in danaro..
Le ragazze che si sono rivolte a noi quest’anno sono per la maggior parte straniere, 31 su 18 italiane e provenienti da  17 paesi soprattutto dell’Est Europa e del Sud America. La loro età si colloca soprattutto nelle fasce di età 30-34 (15); 25-29 (9);20-24 (6); 35 – 39 (3), non mancano le minori di 17 (3) diciottenni (6)). Il titolo di studio riguarda ragazze con un diploma (19) e medio inferiore  (23).La la loro condizione lavorativa è per lo più di disoccupata (24) e  collaboratrice domestica (11); risultano 13 coniugate, 18 nubili non conviventi e 16 conviventi.  Mentre 28 donne dichiaravano di essere al  primo figlio, 10 avevano già un figlio, 6 dichiaravano di averne già due e 5 tre..
Le motivazioni più importanti che portavano alla scelta dell’aborto sono state, come al solito,  in ordine : le difficoltà economiche, la disoccupazione, difficoltà nel rapporto di coppia, rifiuto del partner, studio o lavoro e alloggio insufficiente.
Infine, a proposito del partner si è costatato che i maschi contrari all’aborto sono stati 25 contro i 15  istiganti e 3 indifferenti
Comunque i bambini nati nell’anno, sono stati 42  che aggiungendosi a tutti i bimbi degli anni passati -sin dall’inizio dell’attività - ci hanno regalato la gioia di aver aiutato a  nascere 289  bimbi  che  appunto grazie al nostro CAV hanno ricevuto un aiuto o per la loro salvezza o per una  nascita più dignitosa e gioiosa perché le loro mamme sono state meno sole.



E)  ATTIVITA’ PROGRAMMATICHE PER IL 2011
A metà dell’anno in corso spendiamo qualche parola per parlare di quello che è stato fatto ma soprattutto di quello che andremo a fare nei prossimi mesi

a)                                    Giornata per la vita: con il coinvolgimento di 14 parrocchie   vicine al Cav ma anche di altre zone di Roma. In occasione di questo evento abbiamo acquistato uno spazio su Avvenire (che poi ci è stato donato) dove abbiamo messo il nome e la data di nascita dei 42 bambini nati nel 2010 grazie all’aiuto delle Parrocchie di Roma e di singoli volontari. Questa pagina è stata molto apprezzata dai vertici ecclesiali romani con pubblici elogi da parte del Cardinale Vicario Agostino Vallini
b)                                    Corso di formazione per volontari Cav: si è svolto tra la fine di Aprile ed i primi di Maggio ed ha portato sei giovani forze a darci un grande aiuto. In particolar modo possiamo ora contare anche su una psicologa ed una neuropsichiatra infantile che apriranno uno sportello sul post aborto proprio qui in sede, due giorni la settimana e che già stanno seguendo due turni di ascolto al telefono in sostituzione di altre due volontarie. Per gli altri 4 volontari uno ci sta seguendo tutta la parte informatica dando un valido supporto e le altre tre ragazze avranno presto un inserimento maggiore
c)                                    Altre associazioni: abbiamo stretto rapporti di collaborazione con altre realtà quali Ali Virtuose ed un Circolo della Libertà gestito da una nuova volontaria: subito si sono prodigati per aiuti concreti.
d)                                   Fondazione san Alberto Magno: il Cav di Roma ha aderito alla Fondazione San Alberto Magno, realtà importante del Pontificio Consiglio per la Famiglia. Proprio in questi giorni abbiamo avuto da loro la lettera di accettazione della nostra richiesta di adesione e quindi numerosi saranno le iniziative condivise future. Loro si occupano di famiglia e con noi vanno anche a coprire il settore maternità che a loro mancava.
e)                                    Sito internet e social network: quest’anno abbiamo puntato molto anche sullo sviluppo del nostro spazio internet www.cavroma.org e dello spazio sul social network Facebook che ha raggiunto 2069 amicizie. Il tutto ora è seguito, per l’aspetto grafico, da Laura Moiana una volontaria di Milano.

Passiamo ora ad alcune idee prossime future da realizzare che ci piacerebbe condividere già da ora con voi soci del Cav

  1. Aiuto contabile: anzitutto parto da un appello a voi soci, e chi per voi, se nel vostro giro di amicizie avete una persona fidata che possa dare una mano alla nostra vicepresidente Lucchini per la gestione della contabilità del Cav in modo da alleggerire di questo compito la nostra Miranda per poterla, ovviamente, dirottare su altri incarichi.
  2. Spot tv e you tube per il Cav: in proposta la realizzazione di uno spot per la vita da far circolare prima nel mondo internet e poi in tv, per il costo di euro 10.000,00. L’iniziativa porterebbe una serie di consensi e di visibilità del tema vita sin dalla preparazione con casting adeguati in location di prestigio e di richiamo. Il tutto potrebbe svolgersi tra settembre e dicembre
  3. Calendario mamme: da un’idea di Flavia Ciampglia, nuova volontaria, quella di realizzare un calendario per le mamme. Flavia sta valutando costi e tempi di realizzazione del progetto che potrebbe anche incorporarsi col precedente
  4. SosteniAmo la vita: progetto di aiuto psicologico sul post aborto proposta dalla Psicologa Rita De Francesco e dalla neuropsichiatra Maria Pugliatti, che abbiamo presentato al Comune in attesa di finanziamento: prevede l’apertura, qui in sede, di uno sportello specifico per almeno due giorni alla settimana. Costo annuale euro 10.000.
  5. Depliants: dobbiamo dare assolutamente un restyling al Cav e quindi anche preparare dei volantini adeguati anche riportanti i nuovi servizi. Il tutto di pari passo con una maggiore presenza su internet per promuovere la cultura della vita.
  6. Sportello Cav presso Monte Mario
  7. Romaèvita: prossimamente si svolgerà la seconda edizione di questo premio e stiamo aspettando disponibilità varie tra le quali proprio quella del cardinal Vallini.


Un’ultima parola la voglio spendere su un fatto doloroso che ha attraversato i primi mesi del nostro Cav ovvero le dimissioni coordinate di tre consiglieri del Direttivo e volontarie che hanno curato l’ascolto fino a quel momento.
Considero infantili le dimissioni nell’ambito del mondo del volontariato soprattutto se avvengono dopo mesi di confronto corretto nelle sedi opportune ma ovviamente, una volta perfezionatemi per iscritto queste decisioni, ne ho preso visione ed ho posto il tutto alla ratifica del Direttivo stesso: cosa che è puntualmente avvenuta.
Questa situazione ci ha ovviamente creato delle difficoltà momentanee di gestione dell’assistenza però, in poche settimane, abbiamo ristabilito ordine, preso in mano la situazione e non solo siamo ripartiti con medesimo slancio e nuovi volontari, ma ci siamo anche accorti di alcune procedure di aiuto che proporrò presto al direttivo di modificare.
Da parte mia e dei volontari rimasti MAI una parola, di quello che è avvenuto all’interno del Direttivo od in altri momenti, è trapelata all’esterno e ci siamo sempre sforzati di rasserenare l’ambiente attorno a noi per non coinvolgere i donatori in inutili discussioni o preoccupazioni. Purtroppo invece siamo stati costretti, anche in alcune parrocchie, a rincorrere alcune voci malevole fatte circolare ad arte per screditare il Cav stesso.
Ringrazio perciò davvero in questa ufficiale Assemblea, affinché rimanga agli atti, chi invece è rimasto e mi ha dato, e continua a dare, contributo volontario in pensieri, parole ed opere: Miranda Lucchini, Laura Lautizi e Giovanni Di Trapani.
Con loro e con voi andremo avanti cercando di allargare sia il numero di volontari sia le collaborazione in rete con le istituzioni ecclesiastiche, politiche e le altre associazioni del territorio sempre per il bene della madre e del figlio che “ci vengono affidati”.

Anche  quest’anno c’è la possibilità di assegnare il 5 per mille dei propri redditi alle ONLUS iscritte, come il nostro CAV, nel Registro delle Entrate.   Perciò faccio conto sulla vostra iniziativa perché vogliate aderire a tale assegnazione non solo dei vostri redditi ma anche a far aderire amici e parenti e persone che conoscete . Per cui buon lavoro!!!!!!!!

RICORDO CHE IL NOSTRO CODICE FISCALE E’     97167940580

                                                                            Il  Presidente               
                                                                                               (Giorgio Gibertini)

venerdì 27 maggio 2011

La piaga sempre aperta dell’«aborto minore»


Passano i decenni, trascorrono gli anniversari (ultimo il recentissimo trentennale sui referendum in materia), si susseguono piccoli e grandi annunci di imminente azzeramento del problema – magari grazie a strabilianti "farmaci" contraccettivi d’emergenza presunti risolutivi e invece, nei fatti, altra faccia dello stesso dramma – eppure l’insostenibile pesantezza dell’aborto, nelle sua dimensione umana e sociale, non riesce a essere scalfita. Lo dimostra anche la relazione al Parlamento che annualmente, in base alla legge, fotografa lo stato del fenomeno dal versante delle minorenni e dei reati in violazione delle regole previste dalla stessa "194".

Il documento curato dal ministero della Giustizia ha il merito di gettare uno sguardo d’assieme, e di lungo periodo, abbracciando l’arco di tempo tra il 2001 e oggi, sul persistente "dramma nel dramma" della clandestinità e soprattutto sulle interruzioni di gravidanza autorizzate dai Giudici Tutelari all’insaputa delle famiglie. Un testo che non si limita quindi a elencare fredde cifre, ma entra per quanto possibile nella valutazione delle cause e delle circostanze che, da ultimo nel 2010, hanno spinto 1.233 ragazze con meno di 18 anni (a volte anche con tre o più anni meno!) a optare per l’appello solitario a un tribunale civile, in cerca del nulla osta necessario al ricovero.

Emerge così anzitutto l’ennesima smentita alle trionfalistiche previsioni di fine anni 70 del Novecento sull’eliminazione delle pratiche "in nero", grazie alla raggiunta «legalizzazione». La realtà si affaccia in modo eloquente dalle stime dei Procuratori della Repubblica, che pur senza azzardare numeri, parlano della clandestinità come di una modalità ancora «largamente» diffusa e praticata, specie ai danni di donne extra-comunitarie.

Ma le pagine più istruttive della relazione sono quelle in cui si scandaglia più a fondo l’universo minorile coinvolto, si esaminano le motivazioni addotte per la scelta di abortire, si confrontano le concrete modalità di approccio seguite dai giudici per verificare che sussistano le condizioni richieste. Colpisce in particolare il diverso atteggiamento delle toghe chiamate in causa: si va da chi percepisce il proprio ruolo in chiave meramente notarile, di semplice presa d’atto di una pur acerba volontà purché espressa nelle forme sancite; a quanti invece provano, con la necessaria discrezione, a suggerire un minimo di riflessione supplementare, ad esempio sull’opportunità di coinvolgere uno o entrambi i genitori nella vicenda.

Gli uni fautori di un’autodeterminazione portata all’estremo di escludere qualunque domanda suscettibile di revocare in dubbio la richiesta avanzata, gli altri non rassegnati a un gelido automatismo procedurale (per altro escluso dalla "194"), evidentemente nella consapevolezza che un passo del genere (l’attuazione del «triste proposito», secondo la dolente ma efficace definizione usata dai relatori di Via Arenula) produce conseguenze da valutare attentamente prima di compierlo.

Ancora una volta si affaccia, insomma, lo spaccato di una società che affronta in maniera ambivalente e contraddittoria una delle sue manifestazioni più inquietanti. Da un lato l’ostinata volontà di rimozione, di dichiarare formalmente sciolto un nodo, che tuttavia continua inesorabilmente a stringersi attorno a decine e decina di migliaia di vite di donne, giovani e meno giovani: in almeno tre casi al giorno donne giovanissime, poco più che ragazzine.

Dall’altro il non meno tenace desiderio di spendersi in qualche modo in favore della vita: non solo di chi, rifiutato, rischia di perderla prima ancora del suo sbocciare, ma anche della madre suo malgrado. Di una teenager, ricordiamolo, giudicata dallo Stato incapace di guidare un’automobile o di votare anche solo per il suo consiglio di quartiere, e tuttavia ritenuta in grado di pronunciare in perfetta solitudine una sentenza senza appello sul proprio e sull’altrui destino.

Bisogna dire grazie ancora una volta a questi uomini e donne che, come ricordava appena lunedì scorso il presidente della Conferenza episcopale italiana, con la loro opera quotidiana contribuiscono a impedire che «l’opzione abortiva» diventi in questo Paese un fatto «normale». Nei cuori, prima ancora che negli ospedali e nei Palazzi di giustizia.
Gianfranco Marcelli
Tratto dal quotidiano Avvenire

Elezioni, ballottaggio 29-30 maggio Milano

In occasione dell'importante appuntamento elettorale per il rinnovo del sindaco della nostra città, mentre da più parti, purtroppo anche in parte del mondo Cattolico, sentiamo richiami su altri temi, noi in coerenza con il nostro statuto e con i valori fondamentali dell'uomo, richiamiamo l'attenzione sul primo dei diritti umani fondamentali: il diritto alla vita di ogni uomo dal concepimento alla morte naturale.

Alla luce di di questo primo diritto e degli altri principi "non negoziabili", che sono i valori primari da cui partire per perseguire il Bene comune anche in altri importanti ambiti e materie, ribadiamo, come già fatto in occasione del primo turno elettorale, l'incompatibilità del candidato sindaco Giuliano Pisapia con i fini statutari del Movimento per la Vita Ambrosiano. A motivo di ciò, ribadiamo l'attualità del nostro comunicato stampa in merito a questa incompatibilità di Pisapia, fatto in occasione del primo turno, che alleghiamo nuovamente.


Qui sotto alleghiamo per completezza i più alti riferimetni nella Chiesa Cattolica, in materia di comportamento dei Cattolici nella vita politica: 

- La Nota Dottrinale circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica del 24 novembre 2002 (Joseph Card. Ratzinger allora prefetto) e controfirmato dal Papa Beato Giovanni Paolo II

- Il punto 8 della prolusione del Card. Angelo Bagnasco durante il Consiglio Episcopale Permanente del 22 marzo 2010. Il Presidente della CEI ha molto chiaramente invitato la cittadinanza ad affrontare gli appuntamenti elettorali tenendo conto primariamente dei principi non negoziabili: difesa della vita umana dal concepimento alla morte naturale (”Quale solidarietà sociale infatti, se si rifiuta o si sopprime la vita, specialmente la più debole?”), promozione della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, tutela della libertà di educazione e della libertà religiosa. Si tratta di “una piattaforma di contenuti [...] che emergono alla luce del Vangelo, ma anche per l’evidenza della ragione e del senso comune. [...] È solo su questo fondamento che si impiantano e vengono garantiti altri indispensabili valori come il diritto al lavoro e alla casa; la libertà di impresa finalizzata al bene comune; l’accoglienza verso gli immigrati, rispettosa delle leggi e volta a favorire l’integrazione; il rispetto del creato; la libertà dalla malavita, in particolare quella organizzata”.

Cordiali saluti,

Movimento per la Vita Ambrosiano
Via Tonezza, 5 – 20147 Milano
Tel. 02 4043295 – fax 02 48702502
e-mail:
mva@movimentovitamilano.it
sito: www.movimentovitamilano.it
Offri il 5 per mille al
Movimento per la  Vita Ambrosiano ONLUS
Cod. Fisc. 97007480151
(da indicare nella dichiarazione dei redditi nello spazio
 per il sostegno del volontariato e delle altre onlus ) 

mercoledì 18 maggio 2011

I punti fermi del disegno di legge sulle Dat


1. VITA INDISPONIBILELa vita è tutelata come diritto inviolabile e indisponibile, anche nella fase terminale dell’esistenza

2. NO ALL’EUTANASIAE’ vietata ogni forma di eutanasia e di aiuto al suicidio. L’attività medica è solo finalizzata alla tutela della vita e della salute e ad alleviare la sofferenza

3. NO ALL’ACCANIMENTO TERAPEUTICOCon pazienti la cui morte è considerata imminente il medico deve astenersi da trattamenti straordinari non proporzionati o non efficaci

4. NON SI STACCA IL SONDINOAlimentazione e idratazione devono essere mantenute fino al termine della vita. Sola eccezione il fatto che non risultino più efficaci

5. LA NUTRIZIONE ASSISTITA NON ENTRA NELLE DATAlimentazione e idratazione non possono formare oggetto di Dichiarazioni anticipate di trattamento

6. IL MEDICO E LE DATLe volontà espresse nelle Dat sono prese in considerazione dal medico curante, che non è obbligato ad attenersi ma agisce in scienza e coscienza. Il medico non può considerare volontà che causino la morte del paziente o contro la deontologia

martedì 17 maggio 2011

Rosario



Carissimi Volontari,
anche quest'anno reciteremo assieme il Santo Rosario presso la nostra sede e precisamente venerdì prossimo 20 maggio alle ore 21.
Siete tutti invitati, con vostri amici e parenti, a questo momento comunitario di preghiera e meditazione.

Giorgio

3473466500

martedì 19 aprile 2011

C'era un bambino in carrozzella




Papà, c'era un bambino in carrozzella
nun moveva le braccia
e co' la faccia
guardava sempre verso su' sorella
Papà, perchè è così?
- Mah! Nun te lo so dì!
Forse li genitori hanno sbajato
quanno l'hanno comprato.
- Perchè, quanno se compreno i neonati,
se po' sceje tra i sani e l'ammalati?
Embè! 'Na vorta no, nun se poteva,
ma ora, co' la scienza che ce sta
un gran sacco di cose se po' fa'!
Papà, si fosse mio quer fratellino,
lo vorrei portà io cor carrozzino.
- Ma chè se' matto? Tu non sai che dici:
questi pe' tutta la vita so' infelici
e, se a scienza così lo consijasse,
mejo falli morì prima de nasce.
- Papà, la scienza che sa tutto, 
invece che morì,
perchè no i fa guarì?
E poi quer bimbo era sereno in viso,
co' su' sorella era tutto un sorriso!
A signora qui accanto che cià tutto
ha un vorto tanto triste e così brutto!
- Fio mio... la scienza è un gran calcolatore:
cià a testa grossa, ma je manca er core!