martedì 30 marzo 2010

POLVERINI ALLA REGIONE LAZIO

30 gennaio 2010



COMUNICATO STAMPA DEL PRESIDENTE GIORGIO GIBERTINI



POLVERINI ALLA REGIONE LAZIO



Il Centro di aiuto alla vita di Roma ha sostenuto, sin dall’inizio, la candidatura di Renata Polverini “consigliando” presso i propri sostenitori ed associati

“Non è il nostro compito fare campagna elettorale – ha dichiarato il presidente Giorgio Gibertini – e non l’abbiamo mai fatta sfruttando la fiducia dei nostri volontari, dei nostri associati, delle nostre migliaia di simpatizzanti, delle nostre madri e dei bambini. Però questa è una grande notte che spazza via tante paure e tante ansie. Tutti noi temevamo l’avvento di Bonino alla Regione Lazio perché il suo passato abortista non è mai stato rinnegato ma è stato sempre rivendicato con orgoglio e con armi più moderne. Sicuramente per le future ragazze madri di Roma e del Lazio, e per i loro figli, ora ci saranno altre notti più serene”

Il Presidente Gibertini ha poi voluto augurare alla neo eletta Polverini buon lavoro anche per le politiche per la vita

“La campagna elettorale nel Lazio – ha concluso Gibertini – ha riportato al centro il tema della vita nascente speriamo che da domani non sparisca ma che alle tante parole pro life possano seguire concreti aiuti per le ragazze madri e per chi tutti i giorni si adopera per far trionfare e far nascere la vita nel grembo delle nostre mamme. Buon lavoro Renata!”

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30 gennaio 2010



COMUNICATO STAMPA DI VALERIO LATTANZIO



POLVERINI ALLA REGIONE LAZIO – BUON SEGNO PER TUTTI NOI



“Una buona notizia sicuramente la vittoria di Renata Polverini come presidente della Regione Lazio: sui valori cattolici e sui principi non negoziabili possiamo stare più sereni. Ora è tempo di prepararci serenamente alla Pasqua ed a quello che verrà per la Regione Lazio.”

Così si è espresso Valerio Lattanzio, delegato ai Rapporti con la Santa Sede per il nostro Centro di aiuto alla vita di Roma, dopo l’annuncio della vittoria di Renata Polverini a presidente della Regione Lazio.

Il Centro di aiuto alla vita di Roma ha sostenuto, sin dall’inizio, la candidatura di Renata Polverini “consigliando” presso i propri sostenitori ed associati.

“Complimenti e buon lavoro da domani– ha concluso Lattanzio – alla neo presidente della Regione Lazio. Esprimiamo la nostra gioia per questa vittoria che sentiamo anche nostra”

lunedì 29 marzo 2010

CORSO DI FORMAZIONE PER DIVENTARE VOLONTARI DEL CENTRO DI AIUTO ALLA VITA DI ROMA – VIA QUASIMODO 113/B

CORSO DI FORMAZIONE PER DIVENTARE VOLONTARI DEL CENTRO DI AIUTO ALLA VITA DI ROMA – VIA QUASIMODO 113/B


LUNEDI 12 APRILE 2010 ORE 21
Il senso del volontariato per la vita: il cav come luogo del silenzio e la Legge 194/78 – Giorgio Gibertini (presidente Cav di Roma) e Raffaella Cianfrocca (sociologa)

LUNEDI 26 APRILE 2010 ORE 21
Che cosa è un Centro di Aiuto alla vita (dall’apertura, che cosa serve, come si organizza, chi vi si rivolge, come operare nell’ambito della L. 194/78, come operare in rete con i servizi del territorio e come essere in regola con gli aspetti giurisprudenziali e contabili)
Miranda Lucchini – vice presidente Cav e Laura Lautizi – segretaria

LUNEDI 10 MAGGIO 2010 ORE 21
Il “colloquio” nella relazione di aiuto alla madre in difficoltà. Simulazione. – con dott.ssa Maria Pia Buracchini – psicologa

LUNEDI 24 MAGGIO 2010 ORE 21
Per loro diventiamo madri, sorelle, amiche. Esperienze – con Francesca Siena, Tiziana Mercuri, Mirella Esposito e Giovanni Trapani (volontari Cav)

Per informazioni ed iscrizioni
Tel 0650514441 - www.cavroma.org - cavromaeur@libero.it

venerdì 26 marzo 2010

comunicato stampa sul voto nel Lazio

SE CI TIENI AL TUO BAMBINO NON VOTARE EMMA BONINO

“Condividiamo tutte le parole della prolusione del Cardinale Bagnasco e quando dico tutte intendo dall’inizio alla fine, perché i discorsi del Cardinale, come quello delle altre autorità ecclesiastiche, vanno letti interamente e non solo tramite le agenzie di stampa: solo in questo modo si può avere la lettura totalizzante del messaggio della Chiesa e prendere stimoli per attualizzarlo per intero nella società” , in questo modo Valerio Lattanzio (delegato del Centro di aiuto alla vita di Roma ai Rapporti con la Santa Sede) definisce la candidatura di Emma Bonino a Presidente della Regione Lazio.

Il Centro di aiuto alla vita di Roma svolge da dieci anni la sua attività per la promozione dei cosiddetti “principi non negoziabili” ponendo l’accento “sull’alba ed il tramonto della vita”. Come ben ricordato dal Cardinale Bagnasco i principi non negoziabili sono: la tutela della vita dal suo concepimento al suo termine naturale, la tutela dell’embrione umano. La salvaguardia e la promozione della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, alla quale non possono essere giuridicamente equiparate altre forme di convivenza. La libertà di educazione come pure il diritto alla libertà religiosa, lo sviluppo per un’economia che sia al servizio della persona e del bene comune, nel rispetto della giustizia sociale, del principio di solidarietà umana e di quello di sussidiarietà.

“Tutto questo è scritto nella prolusione – ha continuato Lattanzio – ed è ovvio che il Cardinale abbia posto l’accento anzitutto sulla tutela della vita umana dal suo concepimento anche per un semplice fatto cronologico e di facile intuizione, ovvero se non si nasce non si può godere degli altri diritti. Il primo diritto è quello a nascere, gli altri sono una logica conseguenza da difendere e promuovere con lo stesso vigore”

Lattanzio, esperto nei rapporti con la Santa Sede, è poi intervenuto sulla figura del Cardinale Camillo Ruini
“Sorrido quando dicono che vi è un ritorno del Cardinal Ruini nella scena politica italiana. La Chiesa ha sempre dato indicazioni ai suoi fedeli tramite la voce dei Cardinali, incaricati in quel momento storico, del ruolo istituzionale e non tramite vescovi che, secondo la stampa, appaiono e scompaiono come fossero sotto magia. Il Cardinale Ruini, che per noi giovani è un riferimento come lo è stato Giovanni Paolo II, fa bene a far sentire ancora la sua voce in continuità con le parole degli altri vescovi e cardinali. Sappiamo tutti che il Cardinale Ruini è sempre stato attento ai principi non negoziabili quindi stupisce che ci si stupisca delle sue parole”

Infine Lattanzio è poi intervenuto sulla campagna elettorale in corso nel Lazio e sullo slogan adottato dal Centro di aiuto alla vita di Roma
“Se ci tieni al tuo bambino non votare Emma Bonino è lo slogan che abbiamo voluto per ricordare a tutti che eleggere la candidata radicale alla presidenza della nostra Regione significherebbe far diventare il Lazio il centro di tutte le sperimentazioni contro la vita al suo nascere ed al suo morire. Non abbiamo dato indicazioni di preferenza ai nostri ma il sostegno generale a Renata Polverini, sin dall’inizio della campagna elettorale. Chiediamo di dare preferenza non solo a chi professa sui manifesti di difendere la vita, ma a chi anche la aiuta a nascere.”

“Un’ultima parola permettetemi di dirla – ha concluso Valerio Lattanzio – sulla attualità. Questo attacco globale al Papa ed alla Chiesa è inaccettabile e va respinto con forza, a voce e fisicamente. Si vuole far passare l’equazione prete uguale pedofilo gettando fango ed ombra su tutti i sacerdoti ad iniziare dal nostro Santo Padre. Anche su questo vogliamo fare presto qualcosa invitando tutti i cattolici, tutte le persone di buon senso a fare da scudo a queste vili e false accuse perché attaccando la Chiesa attaccano tutti noi, ognuno di noi singolarmente. Credo che questa offensiva globale non faccia altro che rafforzarci nella convinzione che la Chiesa è sulla strada giusta e per questo sarà, saremo, sempre perseguitati. Pertanto esprimo, a nome mio e di tutti i nostri volontari, affetto e vicinanza al Santo Padre, nostra guida capace anche di chiedere il perdono e di denunciare il male ma in questo momento destinatario di accuse inesistenti e che viaggiano sulle onde mediatiche del demonio”

giovedì 18 marzo 2010

CORSO DI FORMAZIONE 2010 PER VOLONTARI DEL CAV DI ROMA

CORSO DI FORMAZIONE 2010 PER VOLONTARI DEL CAV DI ROMA

Percorso di formazione rivolto ai parrocchiani per dare loro i primi strumenti per partire nella collaborazione, costituzione e realizzazione di un Centro di Aiuto alla vita in Parrocchia.

DOMENICA 28 MARZO 2010 - Rinascere dopo un aborto…anche noi volontari per la vita
Ritiro Spirituale presso Gruppo Giovanni Paolo II (Nomadelfia) per volontari e famiglie del Centro di aiuto alla vita di Roma
Ore 9.30 arrivi e saluti
Ore 10 -12 meditazione di Padre Gonzalo Miranda - Preside dell'Istituto di Bioetica della Pontificia Università Regina Apostolorum di Roma
Ore 12 Santa Messa a seguire pranzo in Comunità
Ore 15 “Collaborare con gli ospedali Romani per salvare la vita umana”che cosa fare con Giorgio Gibertini (presidente Cav), e Iride Bosi (ginecologa) e le volontarie del Cav.


Corso di formazione presso Centro di Aiuto alla vita di Roma via Quasimo 113B

1. LUNEDI 12 APRILE 2010 ORE 21
Il senso del volontariato per la vita: il cav come luogo del silenzio e la Legge 194/78 – Giorgio Gibertini (presidente Cav di Roma) e Raffaella Cianfrocca (sociologa)

2. LUNEDI 26 APRILE 2010 ORE 21
Che cosa è un Centro di Aiuto alla vita (dall’apertura, che cosa serve, come si organizza, chi vi si rivolge, come operare nell’ambito della L. 194/78, come operare in rete con i servizi del territorio e come essere in regola con gli aspetti giurisprudenziali e contabili (Onlus e contabilità, Statuto) Miranda Lucchini – vice presidente Cav e Laura Lautizi - segretaria

3. LUNEDI 10 MAGGIO 2010 ORE 21
Il “colloquio” nella relazione di aiuto alla madre in difficoltà. Simulazione. – con dott.ssa Maria Pia Buracchini – psicologa

4. LUNEDI 24 MAGGIO 2010 ORE 21
“Per loro diventiamo madri, sorelle, amiche. Esperienze – con Francesca Siena, Tiziana Mercuri, Mirella Esposito e Giovanni Trapani (volontari Cav Roma)

Per informazioni ed iscrizioni Giorgio Gibertini 3473466500

martedì 23 febbraio 2010

Bonino

Dedico alla Bonino questa "Preghiera" di C.Langone:

"Che brutta cosa una vecchiaia oscena, senza un'ombra di pentimento, che dico, di riflessione, per la solitudine e la miseria introdotte in migliaia di case con il divorzio, per il sangue di due milioni di aborti che fra poco ti verrà messo in conto. E ancora ti agiti e ti arruffi, ancora cerchi giovani da ipnotizzare e aiuole da calpestare, come in quella canzone che ti dedicò Francesco De Gregori. Ancora pretendi palcoscenici, ancora esigi microfoni da cui sibilare ricatti, con quella voce da vampiro con l'enfisema che ti ritrovi. Digiuna, Marco, o Giacinto, o come caspita ti chiami, digiuna."

mercoledì 10 febbraio 2010

CONDIVIDIAMO LE PAROLE DI D'AGOSTINO

QUANTE AMBIGUITÀ ATTORNO ALLA DRAMMATICA MORTE DI ELUANA
 Mai più il rispetto di una presunta volontà diventi «abbandono terapeutico»

 FRANCESCO D’AGOSTINO


 A un anno dalla morte di Eluana, il signor
Englaro torna a spiegarci le ragioni fondamentali della sua «battaglia». Non è stata, primariamente, la pietà a muoverlo, ma la convinzione che ad Eluana fosse negato un diritto civile fondamentale, quello di disporre della propria vita. È per questo, egli ci spiega, che ancora oggi tante persone lo fermano per salutarlo, stringergli la mano e «ringraziarlo»: egli avrebbe, in buona sostanza, aiutato gli italiani a dilatare l’orizzonte delle loro libertà civili.

Da parte mia, e lo dico col massimo rispetto per il signor Englaro e per le sue sofferenze di padre, non trovo che egli si meriti alcun «ringraziamento». 

Penso, anzi, che il vero effetto della sua lunga battaglia sia stato quello di aver contribuito ad incrinare il corretto uso di un principio, quello di «autonomia», che è prezioso sul piano dell’esperienza politica, culturale e religiosa, ma rischioso sul piano bioetico. Il punto è che l’autonomia, come ogni altro diritto, non può non avere limiti; non può cioè trasformarsi in una pretesa insindacabile.
  Questa però era l’intenzione che ha mosso il signor Englaro: che, in questioni estreme, letteralmente di vita e di morte, si adottasse il riferimento alla volontà dei malati come il criterio regolativo fondamentale per il
trattamento da riservare loro. Ma siamo certi di poter sempre accertare, senza ombra di dubbio, quale sia la volontà dei malati? Siamo certi che le indicazioni che Eluana avrebbe lasciato e che sono state ricostruite, anni e anni dopo, attraverso testimonianze (problematiche, come in genere tutte le testimonianze), manifestassero davvero la sua volontà o non piuttosto alcune sue presunte 'preferenze'? Chi ha letto i fatti che Avvenire ha pazientemente verificato riguardo questa dolorosa vicenda arriva a conclusioni diverse.
  E poi, brutta parola, «preferenze». Perché non parlare di «volontà»? Perché la parola «volontà», particolarmente se riferita a questioni di vita e di morte, è estremamente pesante e va usata con rispetto e circospezione. «Volontà» implica piena consapevolezza, adeguata informazione, assunzione di responsabilità, capacità di motivare le scelte che si vogliono porre in essere: altrimenti essa, per dir così, si degrada in altro da sé, per l’appunto in «preferenze» o, per usare il termine prediletto da Kant, in un mero «arbitrio». È per questo che utilizzare in bioetica la categoria della volontà è altamente rischioso: perché è pressoché impossibile valutarne l’autenticità. I medici sono sempre
stati consapevoli che la malattia, le emozioni, le ansie, le paure, l’età avanzata, la situazione sociale e familiare del paziente alterano di norma la sua volontà e lo inducono spesso a rivolgere a chi li cura richieste ingenue, illusorie, insensate, futili, sproporzionate, illegali, obiettivamente dannose. Richieste che il medico deve saper filtrare e alle quali spesso deve dire di no, non per mancare di rispetto alla volontà del malato, ma perché in quelle richieste non si manifesta la volontà, ma l’arbitrio. La prova è data da quanto sia facile far abbandonare ai malati, ancorché terminali, propositi eutanasici, quando si attiva con loro un rapporto autentico e caldo, quando non li si abbandona alla disperazione, quando li si convince che non resteranno soli nella lotta contro la malattia. Per questo, nella insuperata tradizione della medicina ippocratica, il primo e fondamentale principio non è il rispetto astratto e formale della volontà del malato, ma l’impegno umano e concreto per curarlo e, se possibile, guarirlo.
  Poteva essere guarita Eluana? Probabilmente no, ma la scienza non era e non è tuttora in grado di escluderlo del tutto. Poteva essere curata? Certamente sì; è stata curata fino alla
fine, e in modo ammirevole, dalle suore di Lecco. Averla fatta morire eutanasicamente, (cioè con asserita «dolcezza»!), è stato un modo di rispettarne la volontà autentica e profonda o non piuttosto un modo di assecondare formalisticamente alcune sue dichiarazioni, probabilmente «arbitrarie» (per la maniera in cui furono formulate, per quella in cui sono state ricostruite, per l’emotività che comunque le avrebbe contrassegnate, per la stessa età che aveva Eluana, quando le avrebbe formulate)? È evidente che il signor Englaro dà a queste domande una risposta molto diversa da quella che qui sto ipotizzando. Ma è a mio avviso ancor più evidente che in questioni estreme, come quelle di cui stiamo parlando, cioè di vita e di morte, il solo porre tali questioni (e spero che nessuno voglia negare che porre queste domande sia legittimo) dovrebbe metterci tutti in allarme.
  Chi si rallegra per la conclusione della vicenda Englaro, pensando che attraverso di essa si sia dilatata la tutela dei diritti umani fondamentali, dovrebbe riflettere seriamente se in realtà non si sia ottenuta piuttosto la legalizzazione di una forma, particolarmente tragica, di abbandono terapeutico.

venerdì 5 febbraio 2010

Giornata per la vita - Parrocchia S. Andrea Avellino

Parrocchia S. Andrea Avellino Roma – via Ascrea 24 a
Parcheggio in via Trionfale 11884

Incontro sul tema della 32^ Giornata Nazionale per la vita

"La forza della vita una sfida nella povertà" essere solidali alla vita
nell'attuale momento di crisi

Domenica 7 febbraio 2010 ore 17, 30


Sala Polifunzionale Sant’Andrea
Interverrà: Giorgio Gibertini
del Centro di Aiuto alla Vita di Roma

Domenica 7 febbraio Parrocchia San Lino - Pineta Sacchetti - Roma

DOMENICA 7 FEBBRAIO 2010 Giornata Per La Vita

Dal messaggio dei Vescovi Italiani
“Proprio il momento che attraversiamo ci spinge a essere ancora più solidali e ci fa ricordare che, nella ricchezza o nella povertà, nessuno è padrone della propria vita e tutti siamo chiamati a custodirla e rispettarla come un tesoro prezioso dal momento del concepimento fino al suo spegnersi naturale.”

Programma
Ore 10 Santa Messa
Ore 11 Incontro: Come si può aiutare la vita a nascere?
Intervengono
Maria Pia Buracchini Psicologa e volontaria Movimento per la vita
Raffaella Cianfrocca Sociologa e volontaria Centro aiuto alla vita
Giorgio Gibertini – Presidente Centro di aiuto alla vita di Roma
Ore 13 Pranzo per tutti in famiglia.
La parrocchia offre un primo piatto caldo e poi condivideremo quello che ognuno vorrà portare!

Durante le Messe sarà presente, un banchetto informativo per la distribuzione materiale e raccolta offerta con la vendita della PRIMULA - IL FIORE DELLA VITA - per finanziare progetti di aiuto alle mamme in difficoltà

E’ prevista un servizio di animazione per ragazzi e bambini a cura dal gruppo ACR

giovedì 4 febbraio 2010

Una bella storia per prepararsi alla GPV 2010

LA SCELTA
Finge un aborto per far
nascere la sua bambina
I suoi genitori avrebbero voluto farla abortire, ma lei ha gridato il suo "no" nel modo più coraggioso. Adesso stringe tra le braccia la sua bambina che, ignara di tutto, chiude i pugnetti e sorride. Miriam (il suo è un nome di fantasia) ha 25 anni e una volontà di ferro. Ha scelto la vita andando contro la volontà dei genitori, contro i benpensanti, contro i pregiudizi. Ora ne è fiera ed è lieta di raccontare al mondo la sua gioia, perché nessun’altra donna si trovi costretta a rinunciare a una nuova vita.

La sua è la storia di una ragazza di un paesino della provincia siciliana. Proviene da una buona famiglia, studia all’Università, ma, durante una relazione con un uomo di cui preferisce non parlare, scopre di essere incinta. È spaventata, eccitata, emozionata. L’idea di interrompere la gravidanza non la sfiora nemmeno. Così, come racconta il "Giornale di Sicilia", si confida con i genitori, ma trova un muro di vergogna e dissenso. «Devi abortire, non sei sposata, non possiamo perdere la faccia», le dicono. Miriam non riesce neppure a replicare, non ci vuole credere, si sente terribilmente sola. Ma non perde la ragione e nemmeno il coraggio. «Ho amato la mia creatura sin dal concepimento – racconta con emozione, ancora coricata nel letto di ospedale –. Ho una solida vocazione genitoriale e non potevo permettere a nessuno che la scintilla di vita che si era accesa nel mio grembo venisse spezzata».

Ricorre allora a uno stratagemma. Simula un aborto spontaneo, cosicché non è necessario recarsi in ospedale. Poi, quando i genitori si sono rasserenati, cerca di trovare un’altra strada per far crescere quella vita. Riflette, si rivolge ai servizi sociali attraverso il Centro aiuto alla vita del suo paese, chiede di essere aiutata a continuare la gravidanza. La informano che a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, esiste il centro di accoglienza "Don Pietro Bonilli", gestito dalle suore della Sacra Famiglia, nato proprio per ospitare le donne in difficoltà. Quasi due anni fa Niscemi era salito agli onori della cronaca per una terribile storia di violenza da parte di tre minorenni che massacrarono e gettarono in un pozzo una ragazza di 14 anni, Lorena Cultraro. Oggi, a pochi giorni dalla Giornata per la vita, diventa il luogo della speranza.

Miriam pensa che sia la Provvidenza a indicarle quella strada. Così, dice ai genitori che deve andare in una città lontana per motivi di studio e, invece, va a Niscemi dove trova suor Genoveffa Calì e suor Provvidenza Orobello a braccia aperte. La più anziana, suor Genoveffa, diventa una seconda mamma per Miriam: la conforta, la sostiene, le dà la forza per andare avanti e non demoralizzarsi, le è vicina al momento delle doglie del parto. Il 26 gennaio scorso Miriam si ricovera all’ospedale di Niscemi "Suor Cecilia Basarocco", dove viene alla luce la piccola Gianna, una bellissima bambina paffuta e piena di capelli corvini. Miriam ha voluto darle il nome di Santa Gianna Beretta Molla, che strenuamente ha difeso la vita della creatura che portava in grembo. La gioia è infinita, indescrivibile. Ma Miriam, poche ore dopo il parto, viene colpita da una forte emorragia. La sera stessa l’équipe del dottore Giovanni Di Leo interviene per bloccarla. Adesso stanno bene sia la mamma che la figlia. Nella stanza del reparto è un viavai di suore, volontarie, nuove amiche di Miriam.

Fanno a gara per cambiare pannolini, mettere la tutina alla piccola, cullarla. «Questa ragazza ha mostrato una fragilità e una forza incredibili. È vero che il Signore non abbandona i deboli», commenta suor Provvidenza, 38 anni, responsabile della casa. E racconta il lieto fine della storia. «Dopo la nascita di Gianna, Miriam ha voluto chiamare i suoi genitori ai quali aveva nascosto dove si trovava realmente e per quale motivo - aggiunge suor Provvidenza -. Papà e mamma sono rimasti sbalorditi, ma sono venuti subito a trovarla. Pochi giorni fa, nonni, mamma e nipotina si sono riabbracciati».