lunedì 12 settembre 2011

Dopo Atreju: un bilancio positivo di incontri

On. Anna Grazia Calabria posa con collanina
del Centro di aiuto alla vita di Roma
 Si è conclusa l'esperienza di Atreju 2011 e quindi è il momento dei resoconti, dei ringraziamenti e dei bilanci. In primo luogo voglio ringrazia Flavia Ciampaglia che, grazie alla sua tenacia ed all'interessamento di Alessandro Colorio, è riuscita ad ottenere questo spazio espositivo all'interno della manifestazione.

venerdì 9 settembre 2011

La forza di Rebecca e Lucia: una vita in pochi mesi (da Avvenire)


Sembra finita. Sembra che Rebecca e Lucia abbiano perduto la loro battaglia. Erano nate a fine giugno, unite per il torace e l’addome e con un cuore solo, il fegato fuso e anche l’intestino parzialmente fuso: l’altra sera se ne sono andate. Sono morte. Qualcuno aveva criticato i loro genitori per aver portato a termine la gravidanza scegliendo di farle venire al mondo. Qualcun altro si era subito arreso alla (presunta) ineluttabilità del sacrificio imminente di una per salvare l’altra. E in molti avevano comunque offerto le loro sentenze, spesso neppure conoscendo la reale situazione clinica.

giovedì 8 settembre 2011

Anche il pupazzo Birba ad Atreju

Stand Cav ad Atreju. La volontaria
Flavia e sullo sfondo Birba
Il nostro stand ad Atreju è arricchito da Birba (scimpanzé di peluche con lo sguardo triste del bambino senza mamma). Chi è Birba?
Ci fu regalato da una nostra assistita ( una delle primissime ragazze madri, anno 2000) per la quale abbiamo dovuto esercitare uno sforzo enorme per avere il suo "Si alla vita".
Lei aveva la stanza piena di peluche e questo enorme scimpanzè.
Quando si decise ad avere il bambino tornò in sede e ci regalò tutti i suoi peluche tra i quali questo scimpanzé bellissimo.
Come si chiama? le chiesero le volontarie.
"Birba" fu la risposta
"Da oggi (le disse l'allora presidente Miranda Lucchini), sarà la nostra mascotte".
E così è stato. Da allora Birba è sempre con noi a tutte le manifestazioni.
La mamma ha donato la sua "maternità fittizia" a chi le ha insegnato la maternità vera.

mercoledì 7 settembre 2011

La vita umana: la prima meraviglia


L’essere umano è il prodigio più grande dell’universo. In lui, solo in lui si accendono misteriosamente coscienza, espressione, esperienza morale, nostalgie, tragedie e dedizioni di amore, tutte cose che fanno di lui, errori e dolori compresi, la parte più nobile della creazione.

Il corpo stesso dell’uomo è ben degno dell’immensità del suo spirito: le cellule del nostro corpo, miliardi e miliardi di cellule, sempre al lavoro e sempre percorse da una dolce fluorescenza energetica, sono mille volte più numerose delle stelle del nostro cielo; eppure questo nostro organismo supersofisticato si realizza da una scintilla microscopica, in solo nove mesi!
Bisogna dire che questa scintilla, la cellula-uovo fecondata nel seno materno, è una meraviglia di fronte alla quale ci sarebbe da mettersi in ginocchio…

La Mostra: La vita umana prima meraviglia, in esposizione ad Atreju 2011

Questa sera, presso il nostro stand sito all'interno della manifestazione Atreju 2011, allestiremo la mostra "La vita umana prima meraviglia" che racconta la nostra storia, quella di ognuno di noi, dal concepimento alla nascita.
Circa 20 pannelli colorati, molto belli e scientificamente ineccepibili, riproducono il famoso libretto omonimo e diffuso in tutto il mondo che è un vero e proprio salva vita: tante mamme tentate dall'aborto, al solo vedere quelle immagini inequivocabili anche di "loro" figlio, hanno poi scelto per la vita.

martedì 6 settembre 2011

Fate largo alla vita che avanza....Atreju 2011: presenti!

Per la prima volta in 9 anni abbiamo uno spazio Cav ad Atreju, la manifestazione dei giovani del Pdl che inizierà domani e si concluderà, dopo un ricco anzi ricchissimo programma, domenica 11 settembre. Saremo presenti col nostro sorriso, le nostre magliette, le spille, i nostri gadget e la nostra documentazione per la vita.

mercoledì 31 agosto 2011

Famiglia, la buona eccezione italiana

MENO CONTRACCEZIONE MA MENO ABORTI

Famiglia, la buona eccezione italiana


ASSUNTINA MORRESI


I
 luoghi comuni, si sa, sono duri a morire, e anche a fronte di fatti incontestabili mostrano una resistenza straordinaria. Fra i più diffusi, quello secondo cui gli aborti diminuiscono con il diffondersi della contraccezione, possibilmente accompagnata da un’educazione sessuale fin dalla più tenera età, affidata ai programmi scolastici e agli 'esperti', anziché lasciata all’iniziativa e alla responsabilità delle famiglie di appartenenza.

Il ragionamento è semplice: poiché gli aborti sono l’esito di gravidanze indesiderate, bisogna evitarle.

Quindi con mezzi che consentono di programmare le nascite, il problema dovrebbe risolversi: quanto più la contraccezione è efficace e diffusa, tanto meno si abortirà.

In teoria, dovrebbe funzionare. Ma i dati dicono altro: nei paesi ad elevata diffusione di contraccettivi e di programmi di educazione sessuale, specie scolastica – come Francia, Svezia e Gran Bretagna – i tassi abortivi sono sempre rimasti elevati, aumentando soprattutto fra le più giovani.

In Italia, invece, la percentuale delle donne che usano la pillola anticoncezionale è fra le più basse di Europa, come pure i tassi abortivi, comunque li si conti, e sempre in diminuzione fin dall’82. Qualche dato: il 16,2 per cento delle italiane usa questa pillola, contro il 40 delle svedesi e il 50 delle francesi.

E i tassi di abortività fra le donne con meno di venti anni sono, rispettivamente, il 6,9 per mille in Italia, il 15,2 in Francia, il 22,5 in Svezia e il 23 in Inghilterra e Galles.

Le cose non cambiano con la 'pillola del giorno dopo', che può impedire all’embrione di annidarsi in utero, prefigurando così un probabile, precocissimo aborto, impossibile da verificare e quindi da conteggiare.

In Italia questo prodotto si può comprare in farmacia dal 2000 – quando gli aborti già calavano – e solo con ricetta medica, che invece non serve in Francia, Gran Bretagna e Svezia. In Francia, per esempio, questa pillola è negli armadietti scolastici per studentesse fin dagli undici anni, e il consenso dei genitori non è richiesto. E ricordiamo in Inghilterra un progetto pilota di due anni fa che permetteva alle ragazzine fra gli 11 e i 13 anni di chiedere la pillola del giorno dopo via sms, per «evitare imbarazzi». Il risultato è che le vendite in Francia e Gran Bretagna sono 3-4 volte quelle italiane, e pure gli aborti ufficiali, come già detto, sono molto più numerosi, specie fra le minorenni.

Chiarendo che da noi un anno di aborti equivale a più di 110mila esseri umani soppressi prima di nascere, e che il calo non consola – l’unico numero che vorremmo leggere è lo zero, tutti gli altri sono intollerabili – è bene prendere atto che la strategia messa in atto per diminuirli, negli altri paesi, li ha invece moltiplicati. Perché?

Se fosse la depenalizzazione a diminuire gli aborti, lo sarebbe in tutti i paesi dove sono legalizzati.

In Italia la 194 aiuta perché impedisce di lucrarci sopra: qui gli aborti sono obbligatoriamente in strutture pubbliche o convenzionate, ed è vietato alle cliniche private di farne a prezzi liberi (come invece avviene in Spagna per il 98 per cento degli aborti): non essendoci guadagno, non c’è interesse economico ad incoraggiarli.

Ma non basta a spiegare l’anomalia tutta italiana di aborti in calo, bassa natalità e scarso uso di contraccezione chimica.

L’eccezione italiana è una cultura cristiana profonda, condivisa nei fatti anche da molti non praticanti, che ha consentito alla famiglia naturale, quella basata sul matrimonio fra un uomo e una donna e riconosciuta dalla nostra – laica – Costituzione, di reggere l’urto della secolarizzazione, che proprio la famiglia mira innanzitutto a scardinare. In un vissuto coniugale stabile, si ha meno paura ad affrontare la vita accanto a un parente disabile, a un anziano, o a un bambino 'inaspettato'. Chi si è sentito accolto all’interno di saldi rapporti familiari, più facilmente sarà pronto ad accogliere, e a vivere un 'imprevisto'.

Un’eccezione italiana su cui sarebbe bene riflettere.

martedì 30 agosto 2011

Brindo a tutte le mamme!

BRINDO A MIA MADRE CHE CAMBIO' LA SUA FIGURA PER UNA GRANDE PANCIA. CAMBIO' LA MATITA PER DELINEARE I SUOI OCCHI PER LE OCCHIAIE. LEI CHE CAMBIO' LE SUE SERATE DI DIVERTIMENTO PER COSTANTI NOTTATE SVEGLIA. CAMBIO' LA SUA BORSA PER UNA BORSA PIENA DI PANNOLINI. PER QUELLA MADRE A CUI NON IMPORTO' CAMBIARE LA SUA VITA PER RICEVERE AMORE IN CAMBIO. VEDIAMO QUANTI FIGLI ORGOGLIOSI COPIANO QUESTO MESSAGGIO NELLA PROPRIA BACHECA. ANCH'IO L'HO COPIATO PERCHE' AMO E AMERO' SEMPRE MIA MADRE ♥

venerdì 22 luglio 2011

Un ringraziamento doveroso

Abbiamo ricevuto oggi un bancale di pannolini e salviettine per poter aiutare le nostre mamme ed i loro figli.
Siccome è tutto frutto di un dono ci permettiamo di ringraziare:
la società donante Fater Spa http://www.fater.it/
il Banco Alimentare di Pescara
Luca Carbonelli http://www.caffecarbonelli.it/ che ci ha donato il trasporto del materiale da Pescara a Roma
Grazie di cuore a tutti voi.
I Pannolini e le salviettine saranno presto, anzi prestissimo, ridistribuite alle mamme che giungono a noi in cerca di un abbraccio, di una parola di sostegno, di un ascolto ma anche di piccoli aiuti concreti come questi.
Giorgio Gibertini 
presidente cav di roma



martedì 19 luglio 2011

I figli inquinano? Invece alcune persone sono già inquinate



E’ di oggi la notizia che i verdi inglesi (quindi green) si sono scatenati contro la coppia Beckham a seguito della pubblicazione su un magazine della foto del campione di calcio che fa “naso naso” con la figlioletta appena nata, il quarto loro figlio. Dov’è lo scandaolo, vi domanderete. Forse nel fatto che la piccola andava tutelata nella sua privacy? Forse nel “naso naso” che andava svolto in senso anti orario e non orario? Forse nel fatto che loro, ricchi e belli, ostentano quattro figli mentre la società è povera e può permettersene solo due? No. Peggio ancora. Puntuale come l’estate e l’anguria i verdi inglese non si fanno mancare il solito anatema ed attaccano i coniugi Beckham: «Siete una vergogna. Non capite che il pianeta è sovrappopolato?».
La parlamentare verde Caroline Lucas, lo scienziato David Attenborough e il direttore esecutivo di Optimum Population Trust (Opt), Simon Ross, hanno chiarito che non stavano scherzando per niente. «Nel 2050 saremo nove miliardi. Per sfamare tutti servirebbero tre pianeti. Altro che figli. I Beckham e quelli come loro sono un pessimo esempio». Non è la prima volta che gli “studiosi”, i “scienziati”, i “professori” (tutto rigorosamente tra virgolette per favore) dell’Optimum Population Trust impiegano i residui del loro cervello per inquinare il mondo con le loro teorie sui bambini che inquinano ed è meglio spendere i soldi in preservativi per non farli nascere. Altre loro dichiarazioni famose le potete rintracciare sul web ma qui ve ne riporto qualcuna per facilitare la vostra ricerca.Nel 2007 i siti di tutto il mondo rimandarono questa dichiarazione proveniente d’oltremanica: “Volete impegnarvi in qualcosa di importante e concreto per il salvataggio della Terra dal riscaldamento climatico? Fate meno figli: una coppia con due bambini invece di tre riduce le emissioni familiari di biossido di carbonio in una quantità equivalente a quelle generate da 620 viaggi aerei di andata e ritorno tra Londra e New York”. Firmato da chi? Opt, capeggiato da John Guillebaud, professore ‘emeritus’ di pianificazione familiare all’University College London (Ucl). In un rapporto il think tank sostiene che le famiglie numerose dovrebbero essere equiparate a chi guida i fuoristrada mangia-benzina, non ricicla i sacchetti di plastica o vola a tutto spiano in aereo: insomma mettere al mondo troppi figli sarebbe un imperdonabile “crimine ecologico”. “Se si rinuncia ad un figlio – spiega il prof. Guillebaud sul domenicale ‘Sunday Times’ – gli effetti per il pianeta sono più grandi di tutte le altre cose che si possono fare incominciando dal risparmio di energia elettrica”.L’anno dopo, sempre verso fine luglio, un’altra dichiarazione forse peggiore, sempre se al peggio non vi è limite ovviamente: “Basta fare due conti: quanto latte in polvere, quanti omogeneizzati e relativi vasetti, quanto detersivo fa consumare ogni nuovo arrivato, mentre ci distrae con quel suo candido sorriso? E i pannolini, vogliamo parlare dei pannolini, sintetici e orribilmente antiecologici? Ogni neonato ne consuma almeno cinque al giorno, per due anni fanno 3650 pannolini da riciclare – senza contare che qualcuno tarda anche di più, a imparare a non farsela addosso. E poi, crescendo, tricicli, biciclette, computer, moto. Plastica, chip, carta, ed energia, e carburante: è una massa opprimente, a pensarci, ciò che consumerà ogni nuovo venuto – con quella sua aria falsamente innocente.” Dichiarazione sempre di quel professore emerito: evidenziamo il fatto che almeno il sorriso distraente del bambino viene definito “candido”.Concludiamo infine con lo studio sempre dell’Opt in cui viene ribadito “che con il costo di 4 sterline per un preservativo si può impedire ad un bambino di venire al mondo e quindi risparmiare almeno una tonnellata di CO2.”Leggo la notizia dei figli di Beckham e gioisco per loro. Leggo ancora i commenti dell’Opt e, guardando i miei tre figli, non li riconosco colpevoli di tutto ciò e vorrei inviare a questi scienziati un paio di pannolini ma so che non avrebbero l’effetto desiderato perchè sono talmente inquinati da non riconoscerne la differenza. Spero solo che David Beckham inviti, per un chiarimento, i responsabili dell’Optimum Population Trust su un bel campo di calcio verde e… li prenda a pallonate!

Pubblicato su Dailyblog il 18 luglio 2011