giovedì 20 ottobre 2011

Una «pietra miliare» nella protezione dell’uomo




La Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea) ha naturalmente accolto con compiacimento e sollievo la sentenza emessa dai giudici di Lussemburgo, e non esita a parla di una «pietra miliare nella protezione della vita umana nella legislazione comunitaria, che avrà molto probabilmente un impatto positivo in concreti campi, come il finanziamento della ricerca nell’Ue».

La Ue: stop ai brevetti sugli embrioni



http://www.avvenire.it/Mondo/PublishingImages/ImmaginiArticolo/embrioni%2090x90.jpg
Non è brevettabile un procedimento che, ricorrendo al prelievo di cellule staminali ricavate da un embrione umano nello stadio di blastocisti, comporta la distruzione dell'embrione. L’utilizzazione per finalità terapeutiche o diagnostiche che si applichi all’embrione umano e sia utile a quest’ultimo può essere oggetto di brevetto, ma la sua utilizzazione a fini di ricerca scientifica non è brevettabile. È questo in sintesi il parere espresso questa mattina nella sentenza sul caso C-34/10 dalla Corte di giustizia dell’Unione europea. La Corte di Lussemburgo era chiamata ad esprimersi in merito alla domanda di pronuncia pregiudiziale presentata dalla Corte federale tedesca di Cassazione (Bundesgerichtshof) cui si era appellato il ricercatore tedesco Oliver Brüstle dopo la dichiarazione di nullità di un suo brevetto, relativo alla produzione di cellule progenitrici ricavate da cellule staminali embrionali umane, da parte del Tribunale federale tedesco competente (Bundespatentgericht), sulla base di un ricorso presentato dall’associazione Greenpeace. Lo scorso 10 marzo l’avvocato generale della Corte, Yves Bot, al termine della sua istruttoria aveva confermato la nullità del brevetto ribadendo la “non brevettabilità” delle cellule staminali embrionali.

mercoledì 19 ottobre 2011

L'uomo (embrione) non si può brevettare: quindi neanche abortire!

la mia prima foto
Molti esultano oggi per il doppio successo ottenuto dalla "vita" (non da noi poveri cavalieri per la vita) e proveniente dalla Corte di Giustizia Europea che in poche parole dice queste due cose:
1. Non è brevettabile un procedimento che, ricorrendo al prelievo di cellule staminali ricavate da un embrione umano nello stadio di blastocisti, comporta la distruzione dell'embrione. L’utilizzazione per finalità terapeutiche o diagnostiche che si applichi all’embrione umano e sia utile a quest’ultimo può essere oggetto di brevetto, ma la sua utilizzazione a fini di ricerca scientifica non è brevettabile.
2. Inoltre la sentenza si spinge oltre evidenziando il fatto che «non possa

mercoledì 12 ottobre 2011

La ragazza madre che ha dato la vita a Steve Jobs

Come a dire: Mio Dio, vengo su e
ci sentiamo un po' di musica assieme?
In questi giorni tantissimi hanno "celebrato", in forma laica, la morte di Steve Jobs, fondatore, ideatore, "guru" della Apple, quella società che ha cambiato a tutto il mondo il modo di comunicare, di sentire la musica, di scrivere e di navigare in internet.
Un genio dell'informatica ma non solo.
Tutti conosciamo a memoria almeno una sua frase famosa tesa sempre alla ricerca ed al perfezionamento della bellezza.
Tutti abbiamo sentito almeno una volta il suo epico discorso ai neo laureati di Stanford: chi non l'ha fatta legga pure qui 
Pochi hanno ricordato che Jobs era figlio di una ragazza madre che l'ha si abbandonato ma cercando per lui il meglio.
Pochi hanno ricordato che Jobs è stato adottato da due genitori che volevano una femmina ma hanno dato a lui tutto quello che potevano dargli, soprattutto una famiglia.
Pochi hanno ricordato che:
"Come sarebbe diverso il mondo senza Steve Jobs! Eppure, se fosse stato concepito solo 20 anni più tardi, sulla scia di Roe vs Wade (il caso che nel 1973 spalancò le porte all’aborto legale negli Stati Uniti, NDT), nel clima dominato da un’altra impresa-icona americana – Planned Parenthood – impegnata in un fiorente commercio di aborti, ce lo saremmo potuti anche perdere.

sabato 8 ottobre 2011

Urgente:famiglia romena con 6 figli da aiutare, ecco quello che ci serve

Loro hanno sei figli. Due seguiti dal nostro Cav di Roma, sono di origine romena. Recentemente, grazie a Dio, entrambe i genitori hanno trovato lavoro in Romania e devono con urgenza organizzare il trasloco di tutto quello che hanno qui a Roma per tornare al loro paese (entro il 14 ottobre!)
Ci serve un aiuto soprattutto se hai a disposizione qualche mezzo di trasporto, dai camioncini ai camion: non chiedono altro, ma solo un "passaggio".
Puoi aiutarci?
Se si contattaci al 0650514441 oppure cavromaeur@libero.it

martedì 27 settembre 2011

Una lettera e una questione


Caro direttore,nel commento in prima pagina di Dario Di Vico, mercoledì, si parla del «fenomeno delle madri single che flagella tutti i Paesi del Nord Europa» e «altre gravi distorsioni» in cui rischio di finire anch'io, madre single di ritorno che dall'ex marito il mese scorso ha ricevuto solo un decimo di quanto stabilito dal tribunale per il mantenimento dei figli. A proposito di «trasferimento di risorse dai padri ai figli»...

Le parole feriscono. Né io né le mie amiche mamme single sapevamo di essere moderne Attila importate dai Paesi scandinavi. Ci consideriamo, più semplicemente, madri che provano a crescere al meglio i propri figli, amandoli. Senza pesare sulla società. Anzi, «mettendo sul mercato» di questa vecchia Italia giovani menti che speriamo il Paese saprà sfruttare al meglio, senza costringerli a cercar fortuna altrove. Ci vuole fiducia nel futuro e un cambio di prospettiva. Le famiglie, monoreddito o plurireddito, sopravvivono con grande fatica, in realtà. E non si parla abbastanza dei padri che sfuggono le proprie responsabilità. Parlo di figli ma anche di casa, famiglia, lavoro, scelte e, soprattutto, condivisione reale del potere.

mercoledì 21 settembre 2011

Calendario 2012: cara mamma, vuoi posare per la vita?

Uno scatto del calendario 2011
Carissima amica,
qualche mese fa ci è venuta a trovare in sede a Roma Nadia Accetti della Fondazione Donna Donna Onlus ed abbiamo scoperto di avere molti punti in comune e da ciò è nata l’idea di fare una iniziativa assieme, o meglio di partecipare noi, coi nostri volti, con le nostre mamme, con le nostre “pance”, al tradizionale calendario di Donna Donna Onlus.

venerdì 16 settembre 2011

L’aborto post-partum non è più fantascienza

Philip Kindred Dick forse è un nome che dice poco al ‘grande pubblico’, ma è il nome di un grande scrittore di fantascienza, dai cui racconti sono stati tratti diversi film di successo come Blade Runner, Atto di Forza e Minority Report.
Nel racconto ‘Le pre-persone’, Dick descrive un’America in cui il Congresso ha legalizzato l’uccisione dei figli fino a dodici anni:

...L’unica cosa reale è un orribile furgone bianco con i finestrini coperti di rete metallica, che porta via i bambini che i genitori non vogliono più.
Alcuni genitori usavano un emendamento estensivo della vecchia legge sull’aborto, che permetteva loro di uccidere un bambino indesiderato prima che nascesse: dal momento che non aveva anima o identità, poteva essere risucchiato da un sistema pneumatico in meno di due minuti. Un medico poteva eliminarne un centinaio al giorno, ed era perfettamente legale, perché il bambino non ancora nato non era umano. Era una pre-persona. Lo stesso succedeva col furgone. Solo, avevano spostato in avanti il momento in cui l’anima entrava nel corpo. (...)
Il Congresso aveva elaborato un test molto semplice per determinare il momento approssimativo dell’entrata dell’anima nel corpo: la capacità di risolvere problemi di matematica superiore, di tipo algebrico. Fino a quel momento, c’era solo il corpo, istinti animali, riflessi e risposte a stimoli esterni.... Il Presidente e il Congresso hanno deciso che, una volta superati i dodici anni, si ha un’anima.

martedì 13 settembre 2011

Consigli non richiesti al Pdl dopo Atreju

On. Annagrazia Calabria al nostro stand
Due premesse prima di questi consigli "non" richiesti.
La prima è che, lo ribadiamo, se gli organizzatori della festa dell'Idv, dei Responsabili o di qualsiasi altro partito ci vogliono invitare a tenere un banchetto presso la loro manifestazione, sappiamo che ci andremmo ben volentieri: siamo andati ad Atreju perchè invitati ed ospitati gratis.
La seconda è che, avendo vissuto una settimana ad Atreju, ci sentiamo, anche se non interpellati, di dire un paio di cose o forse più.