venerdì 20 dicembre 2013

Natale del Signore 2013

Vieni, Signore Gesù, e sta’ con me laddove mi sento più povero.
Confido che questo sia il luogo dove troverai la tua mangiatoia e porterai la tua luce.
Vieni, Signore Gesù, vieni. Amen
(Henri J.M. Nouwen)
Nel Natale del Signore Gesù celebriamo l’Incarnazione del Figlio di Dio per la nostra salvezza.
L’abisso di Dio raggiunge l’abisso di ogni persona per innalzarla alla dignità dei figli di Dio
attraverso il Suo Figlio Gesù Cristo.
Nella scuola, al lavoro e nella società incontriamo gli alunni, i colleghi, i genitori, la gente
comune; di loro conosciamo gli abissi di dolore, di povertà, di disperazione.
Ogni giorno condividiamo anche le gioie, le speranze, i desideri, i progetti e i sogni degli alunni
e dei colleghi. Tutto questo rende presente l’Amore del Signore per questa umanità.
La buona notizia che reca il Natale del Signore Gesù è che in ogni abisso umano Dio viene per
salvarci, per innalzarci a sé.
Noi possiamo essere il segno storico, visibile, della tenerezza di Dio che viene ogni giorno
visitare e consolare il suo popolo!
Che il Signore vi doni la Sua consolazione e la Sua gioia e possiate percepire la stima, l’affetto e
la gratitudine della Chiesa Ambrosiana!
Buon Natale del Signore a voi e alle vostre care famiglie !
Con affetto e stima, don Michele Di Tolve

giovedì 14 novembre 2013

Il nostro Presidente Gibertini attaccato da La Zanzara, programma radiofonico

Non sanno che cos'è il Centro di aiuto alla vita, quelli de La Zanzara. Glielo spieghiamo in poche righe: aiutiamo le mamme con una gravidanza difficile ed indesiderata a scegliere per la vita. Diamo un aiuto che a  volte si traduce in un abbraccio, in qualche ora di ascolto, in pochi consigli, in molta vicinanza. Spesso preghiamo anche per le mamme che a noi si rivolgono.
Le tematiche di bioetica (vita, aborto, eutanasia, famiglia, educazione sessuale) sono difficili da spiegare rispondendo a battute incalzanti, districandosi tra parolacce insulti e frasi fatte, e quando la mano sulla cornetta ce l'ha il conduttore che può chiuderti il telefono in faccia quando vuole (come ha fatto ieri sera con Gianfranco Amato presidente dei Giuristi per la vita).
Se volete approfondire che cosa è successo andate sul blog del nostro Presidente Giorgio Gibertini al quale va il nostro forte abbraccio e la stima rinnovata.

venerdì 8 novembre 2013

Avvenire cita il nostro Presidente Giorgio Gibertini ed il piccolo Matteo Bramucci

Ravera choc: i feti «grumi di materia» . Cresce la protesta per le parole dell’assessore «Non si ironizza sulle morti in utero»

DA ROMA LUCA LIVERANI A ll’inizio è partito quasi in sordina ma ora, dopo alcuni giorni, è diventato un coro assordante di critiche indignate quello contro l’assessore alla Cultura della Regione Lazio, Lidia Ravera. A scatenare la bufera il suo attacco al sindaco di Firenze Matteo Renzi, reo di avere approvato una delibera su quello che la scrittrice definisce spregiativamente «il cimiterino dei non nati», ironizzando sul «diritto si seppellire grumi di materia».

Cioè i bambini morti durante la gravidanza. Il Forum delle associazioni familiari del Lazio chiede al presidente Zingaretti di rimuoverla dall’incarico. E dimissioni immediate è la richiesta anche delle associazioni CiaoLapo onnlus e Quercia millenaria. Il caso è la prima notizia del sito di RomaSette , il settimanale della diocesi di Roma. Ravera nel suo blog sulla testata online del gruppo L’Espresso il 4 novembre rilancia un articolo di Tiziana Ferragni che il 29 ottobre già criticava su Io donna on line, il femminile del Corriere della Sera, la delibera di Firenze. Una norma che regolamenta la sepoltura a Trespiano dei bambini non nati - per i genitori che lo desiderano e non vogliono che finiscano nei rifiuti ospedalieri - dove già dal 1996 c’è uno spazio dedicato che ha accolto 1.019 sepolture. La delibera aggiorna il regolamento di polizia mortuaria del 1969. Nessuna novità rivoluzionaria, dunque. O clerico-reazionaria. Ma per Lidia Ravera è lampante il complotto contro la legge sull’aborto. E parla di «brutto film, vecchio e clericale», uno « splatter che torna sugli schermi della politica» per affermare «il diritto di seppellire grumi di materia, chiamandoli bambina e bambino». «Il copione – rincara – è lo stesso: una compassionevole aggressione delle mamme mancate. Tutte quelle donne che, poiché il corpo ha le sue insondabili leggi, non sono riuscite a portare a termine il loro dovere di animali al servizio della specie», scrive. Tutta colpa, dice, dei «vari Movimenti per la vita (dei feti, non delle madri)», una delle tante «crociate del superfluo, se non fosse, sempre più chiaramente e tristemente, una delle tappe simboliche più subdole ed efficaci della battaglia per la trasformazione della legge 194 in carta straccia». Non manca l’attacco ai medici obiettori che si nasconderebbero «dietro la foglia di fico del 'problema di coscienza'». Ammesso che qualcuno dei promotori della delibera sia «in buona fede», per Ravera «pensare di procurare sollievo alle non-mamme mandandole a piangere davanti a un quadratimo di terra smossa» è «sadismo di Stato», «ingerenza intollerabile», «palese buffonata». Le risponde Emma Ciccarelli, presidente del Forum delle associazioni familiari del Lazio, 50 realtà e 500 mila associati, scrivendo al governatore Nicola Zingaretti. «Ci sentiamo offesi»: come donne definite «animali al servizio della specie», come associazioni «al servizio della vita ogni giorno sul territorio nazionale», come famiglie incredule che «nello stesso articolo si collezioni tanta insensibilità e denigrazione nei confronti dei vissuti familiari». Quindi per i «giudizi molto offensivi e lesivi dei diritti altrui chiediamo l’immediata rimozione dall’incarico istituzionale» dell’assessore. «Parole gravissime ed estremamente offensive nei confronti delle donne che hanno perso un figlio per aborto», dice Olimpia Tarzia, consigliera regionale all’opposizione e presidente del Movimento PER. «Centinaia di genitori in lutto e donne interessate da problemi di abortività, offese, ci hanno scritto chiedendo di fare qualcosa», spiega Alfredo Vannacci, medico e fondatore di CiaoLapo onlus, associazione apolitica e aconfessionale che dal 2007 si occupa di tutela della gravidanza a rischio e che ora si unisce alla richiesta di dimissioni, perché «l’assessore ha ironizzato sul diritto legalmente riconosciuto in Italia e in qualunque paese civile di accedere alla sepoltura in caso di morte in utero».

Giorgio Gilbertini del Centro di aiuto alla vita di Roma difende la scelta dei genitori di Matteo Bramucci, morto a 18 settimane, «di seppellire il loro 'grumo di materia'» nel Cimitero degli Angeli che esiste anche a Roma.
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venerdì 20 settembre 2013

«Ogni bimbo non nato ha il volto del Signore»



"Ogni bambino non nato, ma condannato ingiustamente ad essere abortito, ha il volto del Signore, che prima ancora di nascere, e poi appena nato ha sperimentato il rifiuto del mondo. E ogni anziano, anche se infermo o alla fine dei suoi giorni, porta in sé il volto di Cristo. Non si possono scartare!". Sono parole di papa Francesco che oggi ha ricevuto in Vaticano i ginecologi cattolici che partecipano all'incontro promosso dalla Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici.

"Voi riconoscete la maternità come missione fondamentale della donna - ha ricordato il Papa ai ginecologi -, sia nei paesi poveri dove il parto è ancora rischioso per la vita, sia in quelli più benestanti dove spesso la maternità non è adeguatamente considerata e promossa".

"Nell'essere umano fragile - ha scandito Bergoglio - ciascuno di noi è invitato a riconoscere il volto del Signore, che nella sua carne umana ha sperimentato l'indifferenza e la solitudine a cui spesso condanniamo i più poveri, sia nei Paesi in via di sviluppo, sia nelle società benestanti".

Nella società di oggi, ha denunciato Francesco, "pur essendo per loro natura al servizio della vita, le professioni sanitarie sono indotte a volte a non rispettare la vita stessa". Dunque, "assistiamo oggi a una situazione paradossale: mentre si attribuiscono alla persona nuovi diritti, a volte anche presunti, non sempre si tutela la vita come valore primario e diritto primordiale di ogni uomo". E questo riguarda in particolare le professioni sanitarie. "Il fine ultimo dell'agire medico - ha ribadito Francesco - rimane sempre la difesa e la promozione della vita".

"Da una parte constatiamo, e ringraziamo Dio per questo, i progressi della medicina, grazie al lavoro di scienziati che, con passione e senza risparmio, si dedicano alla ricerca di nuove cure. Dall'altra, però, riscontriamo anche il
pericolo che il medico smarrisca la propria identità di servitore della vita".

Infatti, ha lamentato papa Bergoglio, "il disorientamento culturale ha intaccato anche quello che sembrava un ambito inattaccabile: il vostro, la medicina". In proposito ha citato l'enciclica Caritas in veritate di Benedetto XVI, per la quale "l'apertura alla vita è al centro del vero sviluppo. Se si perde la sensibilità personale e sociale verso l'accoglienza di una nuova vita, anche altre forme di accoglienza utili alla vita sociale si inaridiscono. L'accoglienza della vita tempra le energie morali e rende capaci di aiuto reciproco".

mercoledì 11 settembre 2013

La chiesa è come una mamma, di Papa Francesco

“Una mamma non si limita a dare la vita, ma con grande cura aiuta i suoi figli a crescere, dà loro il latte, li nutre, insegna il cammino della vita, li accompagna sempre con le sue attenzioni, con il suo affetto, con il suo amore, anche quando sono grandi. E in questo sa anche correggere, perdonare, comprendere, sa essere vicina nella malattia, nella sofferenza. In una parola, una buona mamma aiuta i figli a uscire da se stessi, a non rimanere comodamente sotto le ali materne, come una covata di pulcini sta sotto le ali della chioccia. La Chiesa come buona madre fa la stessa cosa: accompagna la nostra crescita trasmettendo la Parola di Dio, che è una luce che ci indica il cammino della vita cristiana; amministrando i Sacramenti. Ci nutre con l’Eucaristia, ci porta il perdono di Dio attraverso il Sacramento della Penitenza, ci sostiene nel momento della malattia con l’Unzione degli infermi. La Chiesa ci accompagna in tutta la nostra vita di fede, in tutta la nostra vita cristiana. Possiamo farci ancora qualche domanda: che rapporto ho io con la Chiesa? La sento come madre che mi aiuta a crescere da cristiano? Partecipo alla vita della Chiesa, mi sento parte di essa? Il mio rapporto è un rapporto formale o è vitale?”.

Papa Francesco all'Udienza Generale di mercoledì 11 settembre 2013 in Piazza San Pietro, Città del Vaticano.

sabato 7 settembre 2013

A Radio Mater si parla di Omosessualità

Il 30 agosto 2013, Giorgio Gibertini, presidente del Centro di Aiuto alla vita di Roma, ha ospitato in Radio per parlare di omosessualità e di legge contro l'omofobia: Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la vita; Maxime, portavoce de La Manif Pour tous e Marco Scarmagnani, consulente famigliare e giornalista del mensile Sempre della Comunità Papa Giovanni XXIII.